Carpignano Salentino, una delle edizioni della Festa te lu mieru prima del Covid

Per tre giorni, 2, 3 e 4 settembre, a Carpignano Salentino ritorna la madre di tutte le sagre salentine con la “Festa te lu mieru” (la festa del vino), nata nel 1970 da una originale esperienza teatrale con Eugenio Barba dell’ “Odin Teatre”

Una delle prime edizioni della Festa te lu miero a Carpignano Salentino

di Fernando DURANTE

La “Festa te lu Mieru”, in programma da oggi a domenica, a Carpignano Salentino, segna la ripartenza del paese dopo il Covid. Nata nel 1975, la manifestazione viene considerata la madre di tutte le sagre salentine. Il successo delle prime edizioni, infatti, richiamò le attenzioni delle altre comunità territoriali che si organizzarono allo scopo di pubblicizzare il proprio territorio e le specialità culinarie, allo scopo di richiamare il turismo. Ma organizzarla quest’anno è stata veramente dura. Solo la passione e l’amore di otto persone verso il paese, appartenenti all’omonima associazione culturale, “Festa te lu Mieru”, guidata da Luciano Rizzo, ha permesso all’evento di tagliare il traguardo.

«Non è stato facile questa volta», riferisce il presidente, «ripartiamo da un nuovo punto zero». I tempi che hanno preceduto la “Festa”, in effetti, sono stati veramente travagliati. Per ben due volte sono andate deserte le assemblee organizzate dal sindaco del paese, Mario Bruno Caputo, allo scopo di affidare ad un gruppo di persone l’organizzazione dell’appuntamento settembrino. L’impegno era ritenuto particolarmente gravoso e la gente non aveva risposto alla chiamata. Nell’aria aleggiava uno spirito di rassegnazione quando si è fatta avanti l’associazione che, fra l’altro, è nata proprio con questo scopo.

Festa te lu mieru a Carpignano Salentino

«Non è stato facile organizzare un evento di tre giorni in meno di due mesi», ha detto Rizzo. «Bisogna ringraziare la disponibilità di questa gente, appassionata e disponibile a sacrificare il proprio tempo libero a favore della collettività, se anche quest’anno si farà la Festa». A lavorare è lui, in mezzo agli altri. Anche se cammina con le stampelle per la frattura di un piede. Eppure, l’annuncio che l’associazione era tornata ad assumersi l’onere di organizzare la festa ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla popolazione. Entusiastici, infatti, i commenti sul web dei cittadini sul web perché: “la Festa è di tutti”.

In effetti, l’appuntamento è fortemente sentito in paese perché nato da una originale esperienza teatrale con Eugenio Barba, noto direttore del teatro svedese, “Odin Teatre”. Gli anziani del paese non dimenticano. Una sera, ricordano che, a conclusione di quel che fu definito “baratto culturale” fra popolazione locale e gli attori guidati da Barba, era il settembre del 1970, la gente, per salutare la compagnia teatrale, si ritrovò per strada ad offrire alla compagnia un bicchiere di vino, proveniente dalle campagne di “Pasulu”, terreni a sud del paese di cui la comunità andava fiera. Quello slancio di sincera amicizia, spontaneo ed impreparato, costituì la prima “Festa de lu Mieru”, per quanto involontaria. Nelle prime edizioni, i produttori del vino, prodotto che si pubblicizzava (così dovrebbe essere per ogni sagra), lo offriva gratuitamente. Ma, il mattino seguente presentava uno spettacolo poco edificante, con numerosi ubriachi che dormivano nelle vie del centro. Per evitare il fenomeno, si decise di farlo pagare.

Da questa sera, piazza Duca d’Aosta e dintorni, offrirà un ricco menù di prodotti della cucina locale e salentina. Mentre sul palco salirà la band di musica popolare, “Scazzaca Taranta”. Seguirà il concerto dei siciliani, Shakalab. Domani, sabato, sarà la volta della musica de “Li Cumpari” e, a seguire, I Tamburellisti di Torrepaduli. Chiudono gli appuntamenti musicali domenica la band degli “Alla Bua” ed il botto finale con i “Sud Sound System”.