Calimera, Chiesa di San Biagio alla Macchia

di Fernando DURANTE

Oggi, la chiesa ricorda San Biagio, protettore della gola. A Calimera si rinnova l’antica tradizione di andare a piedi, dal centro, presso l’omonima masseria, a circa tre chilometri dal paese. All’interno di questa è presente una chiesetta semipogea dedicata al santo, san Biagio alla Macchia. A pochi metri da questa, è presente un altro luogo di culto, di più recente costruzione, probabilmente medievale, sarà celebrata la messa. Perché san Biagio alla Macchia? Era denominata in questo modo perché era al centro del bosco, la Macchia, appunto. Per molti secoli il luogo è stato punto di riferimento per i contadini ed I carbonai che abitavano nell’area. Questi ultimi, fra l’altro, sono stati impegnati, per anni, al disboscamento del “Grande bosco di Calimera”. Luogo presente sulle mappe dell’epoca. In quel tempo, i carbonai, per mesi, si allontanavano dalle famiglie per seguire sul posto il processo che portava alla creazione dei carboni. Si trattava di eseguire, prima, il taglio delle querce, poi la pira che portava alla formazione dei tizzoni. Un lavoro complesso e di responsabilità. La pira doveva essere seguita, momento per momento. Pena la perdita del prodotto. La tradizione nasce dal fatto che, proprio in questo giorno, le famiglie, con i figli dei carbonai, si recassero presso la chiesetta dedicata al santo per trascorrere una giornata con i capifamiglia impegnati nello sboscamento. Questo pomeriggio, a cura della parrocchia di San Brizio, sarà celebrata la messa, alle ore 15:00. Seguirà una visita guidata gratuita, organizzata dalla Casa Museo della Civiltà contadina e del Grico. Costituirà l’occasione per riscoprire un’area ricca di segni del passato come edicole votive, aie, strade medievali, grotte, la scuola estiva di Vito Domenico Palumbo, noto studioso, poeta e ricercatore dell’antico grico, lingua che ancora si parla in paese, ed altro. In masseria, poi, si potrà degustare una “merenda” offerta dalla Masseria San Biagio.