Toni Matarrelli

Ancora due settimane di tempo per la selezione delle finaliste tra le 23 città candidate a Capitale italiana della Cultura 2024, tra cui anche Mesagne. Il verdetto, che doveva essere il 18 gennaio, è infatti slittato al primo febbraio prossimo. Lo slittamento si è reso necessario per consentire alla commissione esaminatrice di valutare la grande mole di documentazione presentata nei 23 dossier. Pertanto il prossimo primo febbraio la commissione comunicherà le 10 città finaliste ed entro il 15 marzo le convocherà per un’audizione pubblica di presentazione del dossier. Infine, entro il 29 marzo invierà al ministro della Cultura, Dario Franceschini, il nome della città ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana della Cultura.
Grande attesa e apprensione per questo slittamento a Mesagne, dove in questi mesi si è lavorato con grande entusiasmo per preparare la candidatura. Un lavoro che è già un successo e che segnerà il futuro della città salentina, indipendentemente dal risultato della competizione. «Il lavoro svolto resterà come traccia preziosa già a partire da questo 2022. La ragione fondamentale per la quale si è scelto di candidare Mesagne a Capitale italiana della Cultura per il 2024 si nutre di una consapevolezza che è maturata durante i numerosi momenti di riflessione ed elaborazione comunitaria: Mesagne ha una storia importante da raccontare, un resoconto collettivo di cambiamento attraverso il quale si ha l’ambizione di poter spiegare un modello che si è fatto sistema. E di cui l’innovazione sociale e, quindi, economica rappresentano una sorta di trampolino di lancio per la promozione stessa del territorio», commenta il sindaco Toni Matarrelli.