«La raccolta delle firme per il referendum sul filobus è stata di fatto resa inutile, in quello che appare come un grave vulnus alla partecipazione democratica e al diritto di essere ascoltati», così il consigliere comunale di Lecce, Antonio Rotundo, del Pd, interviene sulla vicenda del referendum sul filobus cittadino. «Con un atto di forza, viene cancellato di fatto il referendum sul filobus e vengono cestinate 7274 firma dei cittadini. Una scelta che sembra dettata dal timore del giudizio dei cittadini, una inaccettabile forzatura del Consiglio comunale, che, ieri sera, con i soli 21 voti dei consiglieri della maggioranza, ha cambiato le regole a partita in corso, impedendo ai leccesi di esprimersi su quella che è l’opera più controversa e impattante della nostra città. L’amministrazione che si definiva “dell’ascolto” finisce così per mettere il bavaglio ai cittadini. La città saprà reagire per difendere il diritto alla partecipazione. La mobilitazione contro il filobus non si ferma».


















