Fernando DURANTE
Ottanta firme di parrocchiani di Castrignano dei Greci hanno accompagnato Maurizio Zacheo all’appuntamento con il presule otrantino, monsignor Francesco Neri, a cui avevano chiesto udienza. Il motivo di tale sollecitazione ha avuto come motivazione i reiterati atteggiamenti “arroganti” del parroco del luogo, don Salvatore Farì, nella gestione della parrocchia. Monsignor Neri, a conclusione dell’incontro, avrebbe promesso di valutare la situazione. Anche se, fino a settembre, mese in cui si chiude l’anno liturgico, non si muoverà foglia. Il paese, comunque, è profondamente spaccato e la chiesa deserta. Questo rileva la maggior parte dei fedeli.
A far esplodere la Santa Barbara della contestazione, questa volta, è stata la decisione di don Salvatore di inibire l’accesso alla chiesetta di San Leonardo, a conclusione dei festeggiamenti del santo (giorno sei dicembre) a cui è intitolata, attraverso la sostituzione del nottolino. Fino al momento in cui è stato possibile accedervi, ogni sera, esclusi i fine settimana, a partire dal venerdì, nel luogo di culto, era un altro sacerdote del luogo, in pensione, don Salvatore Bellisario, a celebrare il sacro rito. Autorizzato – per iscritto – dallo stesso vescovo. A parteciparvi, erano, in larga parte, gli anziani del rione che approfittavano dell’opportunità di raggiungere facilmente la vicina chiesetta per la funzione serale.
«Sai – confessa un rammaricato ex frequentatore del luogo – noi siamo vecchi e raggiungere la chiesa matrice da cui siamo lontani diventa sempre più un grande sacrificio. Fino a quando è stato possibile, tutti noi del rione avanti con l’età frequentavamo la chiesa che sentivamo profondamente nostra. Purtroppo dobbiamo rinunciare a frequentarla». Peraltro, annessi alla chiesa ci sono alcuni locali che venivano utilizzati, per larga parte, a catechismo e luoghi di comunità.
Fra i numerosi episodi che si sono succeduti nel corso di questi 25 anni di don Salvatore Farì a capo della parrocchia, non sono pochi a ricordarlo, ci fu l’eclatante decisione di vietare la processione della Madonna dell’Arcona, a cui il paese è legatissimo, qualora non fosse portata a spalla e non su un pick-up, come si voleva, per le vie del paese. Fu l’intervento dell’allora sindaco, Antonio Zacheo, a evitare il peggio, con i Carabinieri pronti ad intervenire. Non è stato un fatto isolato.
Peraltro, chiedere al parroco le motivazioni di simili atteggiamenti è tempo sprecato. A suo tempo, ci siamo rivolti per chiedere il motivo della sostituzione del nottolino della chiesetta. Ci ha risposto con una considerazione del filosofo, Seneca, in cui si legge: “Silenzio: la migliore risposta”. Intanto la chiesa resta chiusa e la protesta monta.


















