Rinaldo Melucci

Nei prossimi giorni il primo cittadino di Taranto dovrebbe ufficializzare la propria candidatura per guidare l’ente di via Anfiteatro. La destra, invece, deciderà se puntare sul sindaco di Sava o su quello di Palagianello. Si vota il 15 settembre.

di Vincenzo CARRIERO

Melucci vede avvicinarsi l’approdo finale, D’Alò continua ad opporre una strenua resistenza. La partita per la presidenza della Provincia di Taranto è tutta qui. Appena iniziata, eppure così vicina ad essere conclusa. Racchiusa lungo l’asse stradale che collega Taranto a Grottaglie. La destra, o quel che resta della stessa, è più defilata. Parteciperà alle consultazioni di secondo livello del prossimo 15 settembre non per vincerle, ma per mera testimonianza. Convoglierà, alla fine, i propri voti su uno di questi tre sindaci: Pichierri (Sava), Borracci (Palagianello), Carabotto (Monteparano). Con i primi due in netto vantaggio rispetto al collega del piccolo comune del versante orientale. Il sindaco di Taranto, come scritto da CosmoPolis nei giorni scorsi, vorrebbe dare continuità ed equilibrio alla filiera istituzionale dell’intera area jonica. Legare attorno alla propria figura – e a quella della maggioranza di centrosinistra – i due enti più rappresentativi del territorio. Per rendere integrati e spediti i progetti relativi al Pnrr e ai Giochi del Mediterraneo. Melucci ragiona, di fatto, come vertice di un ipotetico triangolo politico-amministrativo. Come referente di un’ideale città metropolitana che, attraverso il capoluogo di provincia, tenga assieme i comuni dei due versanti: quello orientale e quello occidentale. Ad inizio della prossima settimana il quadro dovrebbe essere più chiaro. E Melucci potrebbe ufficializzare la propria candidatura per la presidenza dell’ente di via Anfiteatro. Gugliotti è già il passato. Nessuno lo rimpiangerà. Fare meglio di lui sarà operazione tutt’altro che trascendentale.