In verde il tratto della Statale 7/ter esistente, tra San Pancrazio e Manduria, in rosso i tratti da completare verso Taranto e verso Lecce

di Adelmo GAETANI

Qualcosa si muove, anche se la nebbia che circonda la grande opera infrastrutturale, attesa da quasi mezzo secolo, è ben lontana dal diradarsi, anche perché visti i precedenti la cautela è d’obbligo.

Parliamo della moderna Superstrada per collegare agevolmente Taranto e Lecce, conosciuta come Statale 7/ter o Bradanico-Salentina, che chiuderebbe la triangolazione viaria veloce con Brindisi, assicurando alla Città jonico-salentina – come negli anni Ottanta volle chiamarla, con originalità progettuale e senso del futuro, il grande urbanista Giulio Redaelli – una interconnessione strategica foriera di ricadute positive dal punto di vista socio-economico e culturale. Fatto salvo l’assetto regionale, al centro c’è l’idea-forza di valorizzare quel pezzo di Puglia del Sud, eternamente penalizzato, eppure ricco di capacità imprenditoriali, di potenzialità solo parzialmente espresse, di ricchezze e identità territoriali inimitabili e perciò stesso attrattive, come il boom del movimento turistico, soprattutto negli ultimi tre decenni, ha ampiamente dimostrato. Avere visione e fare-sistema è il percorso da intraprendere, evitando che i deleteri campanilismi su base provinciale ostacolino o interrompano relazioni utili e necessarie allo sviluppo interconnesso e integrato di territori vicini e, per molti versi, obbligati a procedere insieme, in spirito di coesione, per trarre i massimi vantaggi.

Da questo punto di vista, la Superstrada Taranto-Lecce ha un importante valore pratico perché favorisce i collegamenti e i rapporti tra i cittadini dei due capoluoghi e dei comuni intermedi; allo stesso tempo ha anche una forte valenza simbolica, quasi fosse un ponte ideale che avvicina due realtà complementari e potenzialmente sinergiche, ma in questa fase costrette ad essere distanti, se non isolate.

La realizzazione della Bradanico-Salentina è da sola in grado di mutare la geopolitica regionale, dando il giusto peso ad un territorio che rappresenta quasi la metà della popolazione pugliese. Più volte finanziata e rifinanziata, l’arteria è ferma da decenni a soli pochi chilometri tra San Pancrazio Salentino e Manduria.

Dopo anni di colpevole silenzio e di autolesionistico disinteresse sul tema, da un po’ di tempo si rileva una crescente attenzione dei mass-media, anche grazie al dibattito seguito a pubblicazioni come “Storia del grande Salento” di Lino De Matteis. I riflettori sono stati riaccesi e le acque stagnanti sono state smosse anche con la recente costituzione dal basso di un Comitato interprovinciale che ha lanciato un Appello per il completamento dell’opera. Cittadini, enti e associazioni sono stati invitati alla mobilitazione e, in particolare, è stato sollecitato un ruolo attivo dei Comuni direttamente interessati al percorso dell’arteria, di Province e Capoluoghi con l’obiettivo di fare pressione su Governo, Regione Puglia e Anas affinché vengano attivate immediatamente le procedure di loro competenza per la definitiva realizzazione della Statale 7/ter.

Proprio in questa fase caratterizzata da rinnovata attenzione e forte spinta alla mobilitazione, le Istituzioni e la Politica si sono mosse, facendo registrare qualcosa di nuovo. Che sia fuoco di paglia o davvero l’inizio della fine di una lunghissima attesa, è presto per dirlo.

Al momento ci tocca registrare le novità, con rispetto ma con fiducia sospesa. Andiamo con ordine.

Per quanto riguarda il versante Nord dell’opera, secondo quanto dichiarato dal parlamentare di Fratelli d’Italia e coordinatore provinciale di Taranto del partito, Dario Iaia, a gennaio dovrebbero partire i lavori per il completamento del terzo lotto della Statale 7/ter, (tratto Manduria-Superstrada Taranto-Grottaglie), per un importo complessivo di oltre 26,9 milioni di euro.

Qualcosa si muove anche relativamente al tratto Sud della Statale 7/ter, ma di inizio lavori non si può parlare, essendo ancora in esame questioni progettuali. Ci vorrà altro tempo, chissà quanto, soprattutto se verranno meno l’attenzione e la pressione dell’opinione pubblica. L’Anas ha convocato, presso la Sede di Bari, una Conferenza di Servizi per il 29 gennaio prossimo, invitando i Comuni interessanti sul versante leccese: San Pancrazio Salentino, Guagnano, Salice Salentino, Campi Salentina, Novoli e Lecce. La Conferenza servirà per valutare i lavori di ammodernamento del tronco Manduria-Lecce, l’adeguamento del tratto da San Pancrazio a Lecce e la realizzazione delle varianti agli abitati di Guagnano, Salice Salentino e Campi Salentina. Sarà il momento della verità per gli amministratori comunali chiamati a farsi sentire e, ove necessario, a battere i pugni sul tavolo se la logica del continuo rinvio dovesse prevalere sulla dinamica delle decisioni operative.

La moderna arteria Taranto-Lecce è un’opera indifferibile ed essenziale per la sua portata strategica. Non comprenderlo e non operare perché il sogno della superstrada diventi realtà, vuol dire farsi del male e, in ultima analisi, dare manforte a chi quella realizzazione ha sempre ostacolato per impedire che l’area jonico-salentina, o il Grande Salento, come altri preferiscono dire, abbia la forza di far valere le proprie ragioni nel gioco degli equilibri politico-istituzionali pugliesi e nazionali.

Adelmo GAETANI
Laureato in Filosofia, diventa giornalista nel 1981. Ha svolto la sua attività professionale nel "Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto" e per oltre un decennio ha ricoperto l'incarico di Caporedattore centrale. Attualmente è Editorialista. Nel corso degli anni ha collaborato con varie testate giornalistiche.