Taranto, Borgo Antico (ph Eduardo De Matteis)

Biopolitica. Ecosocialismo. Taranto laboratorio di una sinistra ecologista? Difficile, ma non impossibile. Se qualcosa di nuovo deve nascere, non può che vedere la luce da queste parti.

di Vincenzo CARRIERO

Dalla biopolitica all’ecosocialismo il passo è breve. Giusto il tempo di una passeggiata veloce per le vie di Taranto Vecchia con Michel Foucault. L’isola non è affatto un Panopticon, un carcere archetipico dei mali profondi delle società capitalistiche. Anzi. Di “Sorvegliare e punire”, opera tra le più riuscite del grande filosofo francese, non ci piace niente. Così come di certi ammiccamenti alla psicoanalisi, scienza senza alcuna scientificità. Malattia che non cura. Sessualità soffocata più che praticata. Foucault è un pensatore che ha perso la sua battaglia nell’arena delle idee. Lo si cita, il più delle volte, senza averlo letto. Per mero vezzo intellettualistico. L’unico suo lascito da prendere in considerazione è questa originale declinazione alla vita che parta dall’azione. Dal significato etico dell’agire politico. Il mio amico Claudio Signorile dice che il socialismo non è un partito politico. Non più. Ma una civiltà. Se dipinto con coloriture richiamanti il verde, aggiungiamo, il socialismo alla civiltà abbinerebbe anche la modernità. Alla postura elegante di ogni ieri, il dinamismo sportivo di qualsiasi oggi. La possibilità che il progresso, dopo aver fatto a pugni con lo sviluppo, esca tra gli applausi dal ring di un profitto autoassolvente. Taranto, quindi, laboratorio di una sinistra liberale? Di un socialismo ecologista? Del bio onnipotente dispiegarsi di ragionamenti non banali? Difficile, ma non impossibile. Se qualcosa di nuovo deve nascere, non può che vedere la luce da queste parti. Non può che interessare luoghi-crocevia di un presente pronto ad esplodere nel futuro. Democrazie e non democrature del vivere arrangiandosi. Le debolezze possono tramutarsi in virtù. Partire da dietro, da molto dietro, e arrivare per primi davanti non è impossibile. Sovrano non è solo chi decide nell’emergenza, ma anche chi decide nel disordine. La biopolitica di Michel Foucault, per l’appunto.