di Fabio CAFFIO

Il tema del Grande Salento rimanda ad una visione ampia, coesa e realistica degli interessi delle tre provincie di Lecce, Brindisi e Taranto le quali si differenziano oggettivamente dal resto della Puglia. O meglio delle Puglie, visto che, come noto, fino alla caduta del Regno delle Due Sicilie, c’erano le Intendenze di Terra di Lavoro (coincidente con la Daunia foggiana), Terra di Bari e Terra d’Otranto. Quest’ultima, con sede a Lecce, comprendeva i distretti di Taranto e Brindisi. Non a caso, d’altronde, in seno all’Assemblea costituente, venne esaminata nel 1947 la proposta di creare la Regione del Salento, inspiegabilmente bocciata, forse per tutelare le aspirazioni di Bari ad essere capoluogo di regione.

Il problema di quella che chi scrive definisce la “volontà di potenza barese”, è una questione che ritorna di attualità ogni volta che si fa un confronto tra la situazione socio-economica delle varie provincie o si esamina lo stato dell’arte della realizzazione di loro programmi di sviluppo. Un esame comparato delle varie realtà pugliesi rivelerebbe senza dubbio l’esistenza di zone penalizzate da ottiche differenti adottate da organi regionali nell’affrontare problemi comuni come la distribuzione dell’acqua, la rete fognaria o le aree per il trattamento dei rifiuti.  Una conferma di queste supposizioni ci viene da un’indagine indipendente della Scuola Sant’Anna di Pisa che evidenzia dati negativi nella produttività della sanità pubblica di Taranto (ultima in classifica), Lecce e Brindisi, rispetto a Bari e Foggia.

Sicuramente ci sono problemi strutturali alla base di tale differenze che si trascinano da decenni, forse alimentati dalla difficoltà di razionalizzare l’organizzazione sanitaria locale. Proprio per questo c’è da chiedersi, però, come mai la Regione – così attenta ai distretti che nelle statistiche evidenziano performance positive – non vi abbia ancora posto rimedio. Un esempio per tutti: Taranto aspetta da anni un ospedale con standard moderni ed adeguati al tipo di patologie determinate dall’inquinamento industriale; la costruzione della nuova infrastruttura è già in fase avanzata ma non si sa quando sarà realmente operativa; nel frattempo la Facoltà di Medicina dell’Ateneo barese ha istituito a Taranto, da appena due anni, un corso distaccato.

Fabio CAFFIO
Ammiraglio Marina Militare Italiana in pensione, esperto di Diritto marittimo