Marcello Rolli

di Marcello ROLLI*

La Masseria Maremonti è il cuore e l’anima dell’Arneo. La strada che attraversa quel pezzo di paesaggio con tramonti strepitosi, con il villaggio del Boncore che appare all’improvviso, tra le masserie Case Arse, Trappeto e Donna Domenica con la sua torre fortificata spaccata in due, (oltre trent’anni fa, tema della mia tesi di laurea sullo sviluppo agrituristico di un Salento allora sconosciuto).
Da quella strada ci passo da sempre, da ragazzino sul trattore, con mio padre. Con mio fratello che conosceva a memoria tutti i nomi delle masserie, i loro proprietari, perché ci aggiustava i loro mezzi agricoli.
Oggi leggiamo che su quest’area è stata proposta la collocazione di 117.000 pannelli fotovoltaici, su 92 ettari, proprio intorno a Maremonti. Un intervento utile solo agli interessi dei grossi gruppi energetici, che si spaccia come un tentativo per portare le aziende agricole all’autosufficienza energetica. Una macchia nera sull’Arneo. Non è questa la riconversione energetica di cui abbiamo bisogno, che cancella definitivamente il paesaggio e la sua memoria.
Questo accade quando è ancora viva l’immagine rimasta fortemente impressa in tutti noi, dell’estate appena conclusa, con il caldo intenso, gli incendi e le spiagge convulsamente gremite da turisti.
Mai come in questa estate, l’Arneo si è dovuto confrontare con il turismo di massa, fenomeno difficile da gestire, che manda in crisi il sistema delle aree naturali, delle infrastrutture, della raccolta dei rifiuti, della gestione dell’acqua potabile e della depurazione dei reflui; un’onda, un impatto che lascia perplessi, con molti interrogativi e molte preoccupazioni.
Il turismo si basa sul “giacimento territoriale” costituito dall’ambiente naturale, dai beni culturali, dal patrimonio pubblico, da cui i privati ricavano profitti. Nel farlo, tuttavia, nell’estrarre valore, si può arrivare anche a consumare la risorsa territoriale, fino alla sua completa distruzione, portando alla fine del turismo stesso.
Ciò che è accaduto negli ultimi anni, con l’antropizzazione di ogni metro quadro di litorale, la distruzione del sistema dunale e retrodunale, (salvo poche eccezioni), va in questa assurda direzione.
Come Amministrazione comunale, abbiamo da tempo deciso di intraprendere una strada diversa, promuovendo un turismo di qualità, lento, attento, un turismo esperienziale che trovi fondamento in un patto tra comunità, cultura, imprese, prodotti locali in cui il turista divenga sostegno del territorio.
Vanno in questa direzione la Rigenerazione Urbana, l’istituzione dell’Ecomuseo Terra d’Arneo, la creazione di poli attrattivi culturali, l’impegno per una nuova pianificazione del territorio che protegga il patrimonio naturale e culturale, come con la redazione dell’Atlante del Patrimonio di Comunità che confluirà nel nuovo piano urbanistico.
Ma questo non è sufficiente; le Amministrazioni che si trovano a gestire le aree costiere affrontano una crisi che nel prossimo futuro potrebbe rivelarsi critica, con impatti potenzialmente critici sul lungo periodo.
E’ per questo che ritengo che il momento di muoversi, di agire per governare questi fenomeni, sia adesso, ben prima della prossima estate; occorre che l’intero Salento avvii una fase di programmazione e gestione di questi ingenti flussi di persone. Occorre elaborare un progetto per la riforestazione, un piano dettagliato finalizzato alla ricostruzione del paesaggio distrutto dalla Xylella.
L’Arneo, con il suo sistema territoriale, deve divenire il nostro principale bene da tutelare, una risorsa che non possiamo lasciar depauperare, bruciare, nel breve intervallo di una stagione estiva.
Come scrivevamo anni fa nello Statuto dell’Ecomuseo Terra d’Arneo, “una Comunità territorialmente radicata, con una forte percezione di se stessa, capace di distinguere e valorizzare le produzioni locali, costituisce una garanzia per il futuro del territorio, sia inteso come benessere olistico dei suoi abitanti, dell’eredità culturale condivisa, del paesaggio, degli ecosistemi e degli agro-ecosistemi, sia come capacità di manifestare una identità forte nel mercato dei prodotti di qualità e dell’attrattività turistica”.

*Sindaco di Leverano