di Sandro FRISULLO
Ritornano gli incendi, il Salento brucia. I più recenti, e meritori, servizi giornalistici sugli incendi di queste settimane stanno squadernando una drammatica emergenza del nostro territorio. Prima l’incantevole area degli Alimini, poi Badisco e altre zone del Salento: come ogni anno vanno al rogo decine di ettari di bosco e pinete, macchia mediterranea, territori pregiati della nostra biodiversità, del nostro paesaggio, elementi coesivi essenziali per il nostro assetto idrogeologico. Un colpo devastante alla natura, all’ambiente, alla qualità delle nostre coste e alla nostra economia turistica. Si fa il bilancio dei danni e si fa fatica a stare dietro il profluvio di dichiarazioni sulle possibili cause e responsabilità; e poi il dilagare di promesse, puntualmente disattese, ma che puntualmente si rinnovano all’indomani di nuovi roghi.
L’impatto distruttivo degli incendi delle pinete prossime al mare rischia di essere irrimediabile. Porta al disboscamento, altera l’equilibrio idrogeologico dell’intera area, vulnera la stessa tenuta della barriera dunale. E se è legittimo riproporsi la domanda (che non deve apparire rituale o retorica) di quali menti possano premeditare siffatto disegno criminale, è altrettanto doveroso interrogarsi sulla combinazione reiterata di carenze strutturali e inefficienze operative, sulla inadeguatezza dei sistemi di prevenzione e vigilanza e sulla insufficienza dei mezzi di spegnimento e delle attrezzature disponibili; e ancora sullo scarso coordinamento tra le diverse strutture pubbliche preposte alla tutela dei territori vulnerabili. Non possiamo sottrarci a questo bilancio critico pena il dissipare l’encomiabile lavoro svolto con abnegazione dai tanti, a partire dai vigili del fuoco, che si sono prodigati per spegnere gli incendi ed evitare ulteriori e irreparabili danni all’ambiente e alle strutture civili, balneari e ricettive delle aree colpite.
Capita, e non di rado, di ascoltare e incontrare imprenditori ed operatori del settore turismo che segnalano il buon andamento della stagione in termini di presenze e di utilizzo delle strutture ricettive, balneari e di ristorazione. A maggior ragione, io penso, abbiamo il dovere di guardare ai dati di contesto (anzitutto, ma non solo, ambiente, natura, mare) senza i quali mi pare complicato consolidare e rafforzare il trend positivo. Di fronte alle emergenze che sono sotto i nostri occhi sarebbe necessaria una reazione corale di istituzioni, politica, sindacati e associazioni professionali, società civile per approntare:
a) un Piano di forestazione del Salento capace di contrastare i processi di desertificazione, salvare ed estendere le superfici boscate;
b) un intervento straordinario per la riconversione e ristrutturazione del settore olivicolo colpito dalla xilella (che secondo alcuni studi ha già distrutto in Provincia di Lecce, 40/50 mila ettari e 8/10 milioni di alberi !) semplificando le procedure autorizzative e accelerando l’erogazione di indennizzi e incentivi per sostenere cultivar resistenti e favorire nuove colture. La provvista finanziaria di 300 milioni, deliberata a sostegno del piano di rigenerazione, è largamente inutilizzata ed è ritenuta nettamente insufficiente a fronteggiare la domanda e le necessità del settore;
c) un Progetto di salvaguardia del mare per contenere l’erosione della costa e consentire il ripristino delle nostre spiagge. Anche qui non mancano gli studi degli specialisti e delle Università. Non servono interventi frammentati e a pioggia a favore dei singoli comuni costieri. E’ necessario un piano regionale unitario e integrato che comportando investimenti cospicui possa essere realizzato per stralci successivi ma in modo organico.
Ho indicato tre assi di intervento sui quali orientare in modo qualificato la spesa prevista dal Ricovery e dalle stesse leggi nazionali e regionale. Un intervento finanziario volto a rendere più competitivo e moderno lo sviluppo sostenibile della Provincia di Lecce, di offrire nuove opportunità ai settori più dinamici delle nostre imprese e di buona e duratura occupazione per i nostri giovani. La propaganda e l’uso clientelare della spesa sono i veri nemici del Salento, i veri avversari da battere.


















