Pantaleone PAGLIULA

Questa giornata si celebra dal 1972 e rappresenta il principale veicolo delle Nazioni Unite per incoraggiare la consapevolezza e l’azione a livello mondiale a favore dell’ambiente.

La crisi climatica attuale è una delle più grandi sfide che noi e il nostro pianeta siamo chiamati ad affrontare. Alimentato dalle attività umane, il cambiamento climatico sta avendo effetti disastrosi quali l’innalzamento delle temperature, la diminuzione della biodiversità e l’aumento esponenziale dell’inquinamento che stanno mettendo a dura prova gli equilibri naturali e la salute degli ecosistemi.

Il tema di quest’anno, “Rigenerazione della Terra”, si concentra sulla necessità urgente di ripristinare gli ecosistemi e il territorio e combattere desertificazione e siccità.

Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione, fino al 40% del territorio del pianeta è degradato, colpendo direttamente metà della popolazione mondiale e minacciando circa la metà del PIL globale (44 trilioni di dollari). Il numero e la durata dei periodi di siccità sono aumentati del 29% dal 2000 e senza un’azione urgente, entro il 2050 la siccità potrebbe colpire oltre tre quarti della popolazione mondiale.

Come mostrato nelle valutazioni riportate da un rapporto dell’ISPRA, l’Italia ha toccato dal 1951 a oggi il minimo storico di disponibilità annua di risorsa idrica, situazione aggravata anche da valori di temperature sopra la media che hanno aumentato la quota di evapotraspirazione

Sono 21 le aree del mondo nelle quali la disponibilità di acqua sta diventando un problema e persiste un divario significativo tra la domanda di acqua da parte dell’uomo e la disponibilità di questa risorsa e fra queste c’è l’Italia dove la causa principale è l’irrigazione per l’uso agricolo.

Per questo grave problema della siccità siamo accomunati alla grande pianura alluvionale della Cina Settentrionale, la valle che attraversa la zona centrale della California, la valle del Nilo bianco in Sudan e il denta del Nilo.

La Puglia è la regione d’Italia dove piove meno con 641,5 millimetri annui medi e mantiene anche il primato negativo della disponibilità annua media di risorsa pro capite con soli 1000 metri cubi, meno della disponibilità annua pro capite media nazionale stimata in 2330 metri cubi. In Puglia ogni anno va perso l’89% dell’acqua piovana (un litro di acqua su cinque perso nel 2023), una dispersione che non ci possiamo permetterci e abbiamo bisogno urgentemente di importanti opere per ridisegnare il nostro assetto idrico e idrogeologico regionale e per garantire non solo l’approvvigionamento idrico della popolazione, ma per assicurare corpi irrigui adeguati alle produzioni agricole, artigianali e industriali.

La nostra Regione è a rischio desertificazione e non mi sembra che ci sia ancora la piena e totale consapevolezza necessaria a prendere provvedimenti non emergenziali ma strutturali con un preciso programma pluriennale di interventi a breve e medio termine che riguardi soprattutto il potenziamento delle infrastrutture per il riuso delle acque reflue, la manutenzione degli invasi esistenti ,la costruzione di nuovi bacini di accumulo e il raggiungimento di nuovi e più avanzati accordi con le Regioni da cui dipendiamo per l’approvvigionamento della risorsa idrica irrigua.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere azioni concrete la Giornata mondiale dell’Ambiente 2024 oltre a sollecitare comunità e nazioni ad impegnarsi attivamente per la conservazione delle risorse idriche mira a stimolare un cambiamento positivo nelle nostre abitudini quotidiane che brevemente si possono sintetizzare nello scegliere per lavarsi la doccia al posto della vasca, innaffiare le piante al calare del sole, usare gli elettrodomestici a pieno carico, lavare gli ortaggi tenendoli a mollo con il bicarbonato e non con l’acqua corrente, lavare con la spugna e non con il tubo la macchina o il motorino, assicurare che i rubinetti non perdano acqua e non gocciolino e riutilizzare l’acqua quando possiamo.

E’ importante che queste problematiche passino per le aule delle scuole, sensibilizzando ragazze e ragazzi dalla tenera età e fino alle scuole superiori non solo in questa giornata ma durante tutto l’anno. Di conseguenza gli studenti potranno essere un megafono attivo in grado di estendere l’eco di messaggi e comportamenti autosostenibili anche alle proprie famiglie e alla comunità.