La rete europea Ten-T prima del riconoscimento della tratta che collegherà Ancona a Bari

La Commissione europea ha inserito la tratta Ancona-Bari nella rete europea di trasporti, lasciando fuori la direttrice Bari-Brindisi-Lecce. La notizia è emersa questa mattina nel corso della conferenza stampa sulla dorsale adriatica nelle reti TEN-T e l’inclusione della tratta “Ancona-Bari” nella rete “Extended Core”. Alla conferenza stampa hanno partecipato Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e i presidenti delle Regioni Puglia, Michele Emiliano, Abruzzo, Marco Marsilio, Marche, Francesco Acquaroli e Molise, Donato Toma.

Paolo Pagliaro

Pagliaro: «Nuovo schiaffo al Salento, nell’inerzia di Regione e parlamentari»
«Nel risiko dei trasporti e delle infrastrutture in questa regione, Lecce e Brindisi restano ai margini – ha commentato il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo della “Puglia Domani” –. L’ennesima conferma arriva dal no della Commissione Europea alla proposta d’inserire la direttrice Bari-Brindisi-Lecce tra i corridoi della rete di trasporto trans europea TEN-T. Questa mappa, definita nel 2013 ma in revisione, continua ad escludere il corridoio che collegherebbe Bari a Lecce passando per Brindisi. Quindi, taglia fuori il Salento. E la Regione che fa, di fronte a questo ennesimo schiaffo ai salentini e al loro diritto di avere collegamenti dignitosi ed efficienti? E i rappresentanti del territorio nelle sedi istituzionali di Roma e Bruxelles, che fanno? La vice ministra Bellanova si limita a fare spallucce e a dire che – per ora – Brindisi e Lecce non hanno i requisiti. E se non ora, quando li avranno? L’assessora regionale ai trasporti addirittura parla di divario superato grazie all’inserimento di Bari nel corridoio adriatico, ma non spende una parola sull’esclusione di Lecce e Brindisi. È inaccettabile quest’inerzia ormai consolidata, questo “nonsipuotismo” che dà per scontate infrastrutture e reti di serie B per il territorio a più alta vocazione turistica della Puglia e d’Italia, meta osannata a livello internazionale ma condannata ad una vergognosa arretratezza dei trasporti. Ancora non ho avuto riscontro sull’impegno che il Consiglio regionale, approvando all’unanimità due mie mozioni, ha affidato fin da febbraio scorso al presidente Emiliano e alla sua giunta per ottenere la realizzazione del pezzo mancante dell’alta velocità di rete Bari-Lecce. Ma mentre questo progetto resta su un binario morto, le strategie di sviluppo continuano a convergere su Bari. Siamo stanchi di essere trattati come figli di un dio minore e pretendiamo un impegno serio e concreto per la rete dei trasporti in Salento, da parte di chi governa questa regione ed ha voce in capitolo nelle scelte che si fanno sui tavoli romani ed europei, ma continua a guardare solo da una parte. Non la nostra».

Michele Emiliano

Emiliano: «Riconquistata la riconnessione di Bari nella rete europea dei trasporti»
«Siamo riusciti a ridurre una frattura tra Bologna e Bari nella rete europea dei trasporti. Adesso però, avendo riconquistato questa riconnessione, dobbiamo costruire l’autostrada Bari-Lecce e l’alta capacità ferroviaria Bari-Lecce, due progetti fondamentali e strategici su cui abbiamo ottenuto l’alleanza di tutte le regioni adriatiche», lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo questa mattina alla conferenza stampa su “Dorsale Adriatica nelle reti TEN-T e l’inclusione della tratta “Ancona-Bari” nella rete “Extended Core”. All’incontro hanno partecipato Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e i presidenti delle Regioni Abruzzo, Marco Marsilio, Marche, Francesco Acquaroli e Molise, Donato Toma. «Una lega Adriatica, chiamiamola così – ha aggiunto Emiliano – in cui ci sono presidenti di diversa origine politica che hanno agito con uno spirito fedele ai loro compiti e hanno ottenuto un risultato straordinario; anche il Ministro lo ha riconosciuto. Opereremo per raccordare i nostri porti, per cercare di migliorare tutte le catene intermodali e soprattutto cercheremo di migliorare i collegamenti con i Balcani e con l’est europeo». «Ognuno di noi adesso conosce bene le esigenze anche delle altre Regioni ed è per questo che ho parlato del concetto di lega – ha concluso Emiliano – È un esempio di capacità di insieme e di autogoverno, ma anche di visione nazionale della rete trasportistica nel suo complesso. Ed è forse questo che ci ha permesso di ottenere un successo, cioè la capacità di dimostrare all’Unione Europea, che le Regioni funzionano, hanno capacità strategica, si connettono facilmente tra di loro dentro la Conferenza delle Regioni, ma anche per aree omogenee, come è accaduto per la macro area Jonico-Adriatica».

Maurodinoia: «L’intervento del governo determinante per il riconoscimento di Bari nella dorsale adriatica»
Per l’assessore ai Trasporti Anita Maurodinoia, che ha partecipato all’incontro, «l’intervento del governo e quindi del ministro Giovannini, con l’impiego di cinque miliardi di euro, è sicuramente l’elemento che ha convinto la Commissione Europea a riconoscere la dorsale Adriatica come rete Ten-T. Abbiamo molto lavoro da fare ancora, come inserire nella dorsale anche Brindisi e Lecce. Credo che entro il 2030 riusciremo anche a programmare investimenti, così come già annunciato dal presidente Emiliano, relativamente all’alta capacità e alta velocità fino a Lecce».