Senza parole. Con metodo scandaloso, quasi da lestofanti, nottetempo per non essere scoperti, con un emendamento “per articolo aggiuntivo” al ddl 142 sui debiti fuori bilancio, all’unanimità dei presenti il Consiglio regionale ripristina l’assegno di fine mandato, o indennità di liquidazione, abolito nel 2012 dallo stesso Consiglio regionale. Nessun comunicato ufficiale, nessuna notizia dell’ufficio stampa del Consiglio, nessun commento da parte dei consiglieri o assessori di solito molto prolissi e presenti su tutti i provvedimenti della Regione. Il blitz agostano, nell’ultima seduta del Consiglio prima della pausa estiva, sarebbe passato inosservato se non fosse stato per la consigliera grillina Antonella Laricchia, assente al momento della votazione, che definisce “vergognosa” l’iniziativa e sottolinea che se fosse stata presenta avrebbe votato no. Ma non basta  Il beneficio sarà retroattivo, a partire dal 2013: sono 7.100 euro lordi per ogni anno passato sugli scranni dell’assise pugliese, 35mila e 500 euro pro capite a fine legislatura, moltiplicato per 50 consiglieri significa che dal bilancio del Consiglio regionale bisognerà tirare fuori quasi dieci miliardi di euro a legislatura.  Un bel regalo di Ferragosto a spese dei contribuenti pugliesi.