Camera di commercio di Taranto

di Vincenzo CARRIERO

I tre diversi – e ravvicinati – appuntamenti che potranno dire molto della Taranto che verrà: l’elezione del nuovo presidente della Provincia; le politiche del 25 settembre; l’individuazione del nuovo numero uno della Camera di Commercio. Tre diversi appuntamenti ravvicinati che diranno molto della Taranto che verrà. Della Taranto in perenne bilico tra presente e progetto. Sempre alla ricerca di uno spazio di agibilità politica che possa tirarla fuori dal cono d’ombra dell’anonimato. E consentirle di navigare finalmente spedita verso il mare aperto del futuro.

Il nuovo presidente della Provincia sarà il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Scelta giusta, la più opportuna, l’unica che possa fare atteggiare il capoluogo jonico a Città metropolitana, a ciò che non è per colpevole responsabilità – e limiti vistosi – della sua classe dirigente, nel solco di una logica da “Area vasta”. E di un disegno strategico di comunità legate le une alle altre da opportunità economiche e geografiche.

Le Politiche diranno quello che tutti già sappiamo. Ci sarà un’affermazione della destra (la destra peggiore del continente arriverà a guidare il Paese per gentile concessione della sinistra peggiore del continente…). A salvarsi saranno in pochi, grazie al paracadute del listino bloccato e di una legge elettorale che, il grande Osvaldo Soriano, direbbe essere stata pensata con i piedi.

La partita per succedere al commissario Chiarelli in Camera di Commercio, Camera unificata con quella di Brindisi grazie al disegno di riforma di questi specifici enti, dovranno giocarsela alla fine in due. L’ex presidente di Confindustria Cesareo e l’attuale presidente regionale di Confagricoltura, Lazzaro. Due gemelli diversi. Due fratelli figli unici già visti all’opera, cioè non visti all’opera, nel Consiglio di amministrazione di quella nebulosa chiamata Agromed. Come le diverse associazioni di categoria potranno procedere all’elezione dei consiglieri camerali, considerato che il numero dei propri iscritti è fermo agli scorsi anni, non è dato ancora saperlo. Si rischia di avere una suddivisione dei seggi non veritiera rispetto al reale peso esercitato da ciascuna associazione di categoria.

A Taranto funziona spesso così. Le organizzazioni datoriali scimmiottano la politica nelle sue forme e modalità più deleterie. L’incerto vince sul certo. La suggestione sul dato oggettivo. Perché, a pensarci bene, nell’indeterminatezza tutti abbiamo diritto di cittadinanza. E il nostro quarto d’ora di notorietà…