di Paolo PAGLIARO
Senza collegamenti non può esserci futuro, questo è il mantra che deve accompagnarci sulla via dell’impegno utile alla soluzione dei tanti problemi che relegano il territorio salentino all’angolo dell’intera nazione.
Quando parliamo di Salento, ci ritroviamo sempre al punto di partenza di un discorso che evidenzia qualche opera o infrastruttura mancante o incompiuta, che ne ha frenato lo sviluppo.
Ed è questo il caso della statale 7-ter Bradanico-Salentina, la quattro corsie che avrebbe già dovuto da tempo collegare direttamente Lecce a Taranto, diventando così la strada dello sviluppo di due città che sarebbero potuto crescere insieme. Ecco perché è necessario intervenire adesso e portare a termine quello che per 30 anni è rimasto nei cassetti del “nonsipuotismo” regionale.
Basta pensare che l’istituzione di questa statale risale ad un Regio Decreto del 1937, perché già all’epoca fu compresa l’importanza di mettere in ordine la rete stradale in terra salentina.
L’unico tratto a quattro corsie realizzato negli anni 90 è quello che unisce Manduria a San Pancrazio Salentino, ma è monco e attende ancora di essere ultimato.
Per arrivare a Taranto da Lecce e ovviamente viceversa, bisogna percorrere la strada statale 7ter, percorrendo le vie di diversi centri abitati fino a San Pancrazio, dove poi si imbocca il piccolo tratto di “quattro corsie”. Ma, arrivati a Manduria, si torna indietro nel tempo e, per arrivare a Taranto, diventa tutto più difficile.
Questo è un problema che bisogna risolvere senza perdere altro tempo, perché Taranto è un centro importantissimo per lo sviluppo del Salento, ed è con Taranto che questa terra deve crescere.
Proviamo ad immaginare come sarebbe potuto essere il cammino di crescita della terra salentina se questi due centri, Lecce e Taranto, fossero stati collegati da una strada moderna es efficiente. Sicuramente si sarebbe sviluppata in maniera differente l’Università del Salento, gli scambi commerciali sarebbero stati più proficui grazie anche all’importantissimo porto di Taranto, anche per il trasporto su gomma delle merci leccesi verso il porto. E infine, collegare in modo moderno queste due comunità potrebbe essere il volano per lo sviluppo turistico.
Ecco perché la quattro corsie dev’essere realizzata senza più rinvii e stop.
Continua in Regione la nostra battaglia per chiederne la realizzazione e per fare chiarezza sullo stato di avanzamento dell’opera: ho chiesto un’audizione nella V Commissione Lavori pubblici dell’assessora al ramo Maurodinoia e del dirigente regionale di sezione, del responsabile Anas e dei presidenti delle tre Province coinvolte: Taranto, Brindisi e Lecce.
Le domande sono semplici e vogliamo risposte chiare.
L’intervento su questa opera fu inserito nel Patto per la Puglia del settembre 2016, inizialmente finanziato con delibera CIPE con oltre 100 milioni di euro, poi i fondi sono stati dimezzati; l’opera è stata divisa in tre interventi, adeguandola alla normativa vigente completandola con pavimentazione stradale, barriere di protezione, segnaletica e viabilità di servizio ma ad oggi non sappiamo a che punto sono i cantieri e vogliamo avere un cronoprogramma definitivo e la rassicurazione che l’opera sia realmente realizzata in tempi precisi, non possiamo più aspettare, il Salento non può più aspettare una strada che conduce al futuro, una strada ed una possibilità che Lecce e Taranto meritano di avere e che attendono ormai da molto tempo.


















