di Gregorio DELL’ANNA
Insultare e denigrare l’avversario è il grado zero della democrazia.
Il confronto politico non può essere dominato dal turpiloquio, dalle aggressioni verbali, dalle calunnie né nel dibattito elettorale può esserci spazio per l’insulto, l’intimidazione, la violenza fisica. Il confronto sulle idee, sulle opinioni, sulle scelte amministrative, per quanto appassionatamente difese, non può essere sostituito dall’assalto alle persone. Se ciò avviene siamo davanti a un comportamento irresponsabile perché ignora il rischio che la violenza verbale possa innescare quella fisica come poi è avvenuto ieri sera in Piazza Salandra a Nardò.
All’argomentare, al persuadere, al ragionare sono prevalsi gli insulti; quelli echeggiati ieri sera nel corso del comizio di Mellone hanno rivelato lo squallido degrado della piccola politica, delle piccole idee, dei piccoli uomini. L’ insulto è una forma di violenza politica, che dice poco di chi è insultato, e molto di chi insulta. E’ stato un modo di fare che non ha messo in gioco soltanto l’”ego” debordante e fanciullesco del protagonista ma che ha pregiudicato anche il suo attuale ruolo pubblico.
Per delegittimare politicamente gli avversari è stato usato l’insulto che ha assunto la forma di un’aggressione politica; un becero modo di fare che mirava a colpire al cuore gli avversari, comunicare disprezzo ed incutere timore, uno stratagemma che ha innescato inevitabilmente violenza fisica e paura.
Un fatto intollerabile: non si può utilizzare l’insulto per proclamare la propria superiorità.
Il senso dei valori, le regole ed il reciproco rispetto nella sfera politica e dell’agire pubblico sono sempre stati l’essenza della convivenza civile e democratica. Regole e valori che si ritenevano componenti essenziali del patrimonio genetico di una comunità che oggi a Nardò non contano più? Ieri al comizio di chiusura della campagna elettorale del candidato sindaco Mellone è sembrato infatti che nessun comportamento, nessun insulto rivolto agli avversari politici, nessun gesto o termine disgustoso abbia scandalizzato i suoi sostenitori. L’insulto copre l’assenza di ragionamento.
Nardò ieri dal candidato sindaco Mellone è stata offesa nella sua interezza: un fatto inquietante che non può passare inosservato e che ha scosso la comunità cittadina.


















