Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha firmato un decreto con il quale nomina l’ex sindaco di Taranto Rinaldo Melucci suo consigliere «per il coordinamento dei grandi progetti connessi alla transizione economica, ecologica ed energetica di Taranto, inclusi quelli riferibili a Cis (Contratto istituzionale di sviluppo), Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), Jtf (Just Transition Fund) e Giochi del Mediterraneo». L’incarico avrà termine con la fine del mandato presidenziale e sarà svolto a titolo gratuito con rimborso spese. Nel provvedimento Emiliano ricorda che «la Regione Puglia intende realizzare una serie di iniziative rivolte allo sviluppo ecosostenibile della città e del territorio».
«Una poltrona al giorno toglie la democrazia di torno! Ed ecco che il presidente Emiliano dal cilindro delle nomine il 7 dicembre scorso ne ha tirata fuori una ad hoc per il suo fedelissimo Melucci, che persa la poltrona di sindaco di Taranto, non poteva certo rimanere senza. Perché è con il potere per il potere che si vincono le elezioni… nella tirannia funziona così!», ha detto il consigliere regionale di FdI Ignazio Zullo. «Perciò – continua Zullo – Melucci ora sarà consigliere politico di Emiliano “per il coordinamento dei grandi progetti connessi alla transizione economica, ecologica ed energetica di Taranto, compreso il CIS, il PNRR, i Giochi del Mediterraneo, il JTF”. Così facendo Emiliano pensa, forse, di commissariare il commissario prefettizio, che regge l’amministrazione comunale fino alle prossime elezioni, e il presidente della Provincia di Taranto (le uniche due vere istituzioni del territorio)? Siamo alla follia e alla bulimia del potere, per cui si calpestano le istituzioni che sono preposte a gestire i fondi europei e nazionali attraverso un “consigliere politico” che di istituzionale non ha nulla. Ma davvero Emiliano pensa di gestire la Puglia come se fosse il condominio di casa sua? Premiando i suoi fedelissimi trombati o rimasti senza poltrona?». «Come gruppo regionale di Fratelli d’Italia – conclude Zullo – diciamo no a tutto questo e, ancora una volta, ci vediamo costretti a rivolgerci a Roma, al Governo centrale per verificare l’operatività di una simile nomina “politica”, rispetto agli interventi istituzionali che vengono richiesti, perché il rispetto delle regole è fondamento della democrazia che, in questo momento, è fortemente a rischio nella nostra regione».


















