Giovanna Delli Ponti

Gentile Direttore,

ad appena dieci mesi dalla scomparsa dell’on.le Giacinto Urso, qualche giorno fa gli è stata intitolata la sala conferenze della locale Camera di Commercio. Artefice di questo nobile gesto è stato il suo presidente Mario Vadrucci.

Non scrivo per ricordare la figura del “grande padre” della politica italiana e salentina perché lo hanno fatto persone più appropriate, ma per esprimere (e condividere) alcune personali considerazioni, legando la circostanza ad un mio progetto che contiene ed auspica un uguale, medesimo meritevole ricordo.

L’ammirevole omaggio, nasconde un atto di riconoscimento e di gratitudine all’uomo – più che al politico – che, in virtù dei suoi ideali e della volontà di impegno civico, è stato promotore di crescita del territorio salentino, attraverso due ambiti tra i più significativi: lo studio e il lavoro ovvero il sostegno e la promozione della fondazione dell’Università degli Studi (1955) e dell’artigianato locale. Specialmente per quest’ultimo gli sono state riconosciute capacità di continua dedizione e utile conoscenza che, in maniera determinante, hanno contribuito alla crescita delle imprese artigiane sparse sul territorio provinciale leccese.

Vengo al dunque. Da oltre due anni mi sto interessando a realizzare l’intitolazione di una sala del Museo Archeologico “S. Castromediano” alla sua storica, benemerita dr.ssa Giovanna Delli Ponti, archeologa di fama, ricercatrice antropologica, che ne è stata capace direttrice e fautrice dell’attuale sede nell’ex collegio Argento. Per chi lo ignora, inoltre, alla medesima dobbiamo il risanamento dell’Abbazia di S. Maria di Cerrate, di proprietà della Provincia di Lecce, concessa al FAI nazionale.

Per raggiungere questo “pio” obiettivo, ho inviato esplicita richiesta – corredata dal profilo professionale dell’anzidetta dr.ssa Delli Ponti – a chi dirige il Museo Castromediano a livello locale e regionale, alla Provincia, alla Sovrintendenza ed a qualche politico local-regionale. A parte una risposta priva di ogni presa d’atto e di coscienza, non ho ricevuto alcuna risposta che avrebbe motivato le scelte e/o aperto un dialogo.

Mi è stato fatto notare che: il “momento attuale” (che non risale ad oggi, ma ad almeno due anni fa!) politicamente è il meno adatto per l’imminente campagna elettorale; Bari è troppo lontana per condividere e appoggiare un’operazione simile, priva di significato e dai contenuti campanilistici.

Certo, la centralizzazione di tutto e di più nel capoluogo regionale, porta a ignorare banalità e inconsistenze di tal fatta!

Alla luce dei fatti, mi chiedo se la cerimonia dell’intitolazione all’on.le Urso vada letta in senso politico, culturale o civico? Devo interpretare la presenza dei politici intervenuti come un gesto da connettere all’attuale campagna elettorale o non, invece, come una manifestazione di profonda gratitudine, stima e riconoscenza nei confronti di un esponente locale di cui andare fieri e orgogliosi per il suo operato tangibile?

Al disvelamento della targa, di là da ogni fine machiavellico politico evidentemente ben celato (che sinceramente non ho colto), si è salvaguardata o no la memoria storica dell’intestatario? Gli si è riconosciuto un merito per il quale la popolazione ne ha beneficiato? (O questo ragionamento è sbagliato? E mi devo fare una ragione se alla mia proposta non segue una più che legittima ed educata risposta?).

Come accadrebbe se si ricordasse appropriatamente il contributo archeologico (vedi Rudiae) e scientifico di Giovanna Delli Ponti – di cui hanno usufruito molti accademici nonché il mondo culturale del territorio salentino – oltre che la sua impeccabile e rigorosa disciplina interna (ed estetica) nella conduzione della sua “seconda casa” ossia il citato Museo Castromediano.

Mi piacerebbe ricevere un cenno di condivisione e di sostegno concreto a questa mia proposta. Confermerebbe che non è vana.

Grazie per la cortesia riservatami.

Rossella Barletta (www.rossellabarletta.it)

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L.d.M.