Guglielmo Marconi

Viviamo in un’epoca in cui la gente fa le cose automaticamente, senza avere il tempo di ragionare su ciò che la circonda.

Una riflessione mi sollecita l’esposizione allestita a Lecce, in occasione dell’anniversario dei 100 anni della nascita della radio, nella ex scuola materna “G. Saraceno”, presso l’ex convento dei Teatini.

Quando diciamo che Guglielmo Marconi ha inventato la radio, non pensiamo ad altro che ad un ricevitore, con cui intercettiamo segnali provenienti da emittenti radio. Invece l’invenzione reale di Marconi è la comunicazione via etere, senza fili, ove la radio è solo un elemento dell’invenzione.

Oggi, siamo circondati da numerosi oggetti derivanti da questa straordinaria invenzione, come cellulari, telefonini, sistemi wireless, televisioni, trasmissioni via satellite, ricetrasmettitori ecc.

Tutti questi oggetti funzionano con il sistema inventato da Marconi, cioè la comunicazione via etere.

La cosa più importante di tale invenzione e che ha salvato, e continuerà a salvare, vite umane, grazie proprio all’uso di telefonini e sistemi radiomobili, senza i quali non sarebbe possibile, perché non si potrebbero costruire cellulari o altri sistemi radiomobili, collegati tra loro via cavo.

Quando accade un incidente in una strada extra urbana, si fa oggi, normalmente, uso di un cellulare per chiedere soccorso, senza il quale non sarebbe possibile, poiché l’alternativa sarebbe quella di perdere tempo prezioso, mettendo ancora più a rischio la vita della vittima, andando in giro per trovare, in un centro abitato, un tradizionale telefono via cavo.

Importanti testimonianze di vite umane salvate per mezzo di tale comunicazione, si registrano a patire da subito dopo tale invenzione, come dimostra il primo eclatante soccorso navale, avvenuto il 23 gennaio del 1909, col salvataggio degli oltre 1700 passeggeri del transatlantico statunitense “Republic”.

La notte del 14 aprile del 1912, il transatlantico britannico “Titanic”, dopo aver colpito un iceberg, affondò rapidamente, causando la morte di circa 1500 dei 2224 passeggeri. Circa 700 passeggeri, invece, sopravvissero, grazie ad un segnale di SOS lanciato via radio. Qualcuno disse che si erano salvati “solo grazie al genio di un uomo”: Guglielmo Marconi, che aveva inventato il radiotelefono, con cui fu possibile inviare il segnale di soccorso. Senza la sua invenzione, la tragedia sarebbe stata ancora più devastante.

Marconi intervistato dalla stampa dichiarò: “Vale la pena di aver vissuto per aver dato a questa gente la possibilità di essere salvata”.

Christian Gatto
Radioamatore IU7 BTN