Pantaleone PAGLIULA

Attualmente tre grandi transizioni si stanno sovrapponendo e intrecciando fra loro rivoluzionando il nostro modo di vivere: una transizione energetica, una transizione digitale e una transizione di potenza. La prima, ormai nota a tutti, consiste nella progressiva sostituzione dei combustibili fossili con fonti di energia pulita e rinnovabile, la seconda nella massiccia, trasversale e pervasiva diffusione di tecnologie digitali in ogni settore e ambito della società, la terza nella modifica degli equilibri internazionali da parte di nuovi attori (es. Big Tech, grandi città) e la sfida per l’egemonia globale tra gli Stati Uniti e la Cina.

Il fattore comune a queste tre grandi transizioni è rappresentato da alcuni materiali (es. litio, cobalto, rame, nickel, terre rare, etc..) che sono impiegati nella realizzazione delle tecnologie civili e militari su cui si basa il successo e l’esito delle transizioni stesse.

Se state leggendo questo articolo dal vostro smartphone o dal vostro computer, di fronte a voi ci sono almeno una decina di metalli della famiglia delle terre rare che si nascondono nei nostri dispositivi e ne assicurano il funzionamento.

Ma se da una parte le terre rare vengono considerate elementi strategici delle transizioni energetica, digitale e di potenza, dall’altra la loro lavorazione può avere un grosso impatto sull’ambiente e sull’uomo perché per separarle dagli altri minerali devono essere disciolte a più riprese in acidi, filtrate, ripulite con un processo poco sostenibile e una lavorazione che genera rifiuti tossici e radioattivi.

Secondo dati diffusi dalla Columbia Climate School nei prossimi decenni la domanda di terre rare supererà l’offerta, con una crescita del fabbisogno che va dal 400 al 600 percento.

Le terre rare per via delle loro eccezionali proprietà fisico-chimiche vengono definite “vitamine dell’industria moderna” perché sono in grado di potenziare e migliorare le caratteristiche dei prodotti in cui vengono utilizzate raggiungendo un grado di sofisticazione che altrimenti non sarebbe possibile. Proprio per queste eccezionali proprietà trovano crescente applicazione in numerosi settori che vanno dalla elettronica all’informatica, dalla medicina avanzata alla manifattura delle tecnologie verdi, dalla produzione automobilistica all’aerospaziale, fino al settore della difesa.

Nonostante si parli di terre rare, questi elementi sono piuttosto comuni in natura ma è difficile trovarne in grande concentrazione all’interno di un giacimento essendo molto diluiti nel terreno e questo complica e rende costoso il loro processo di estrazione. Inoltre, non si trovano mai in forma pura ma sono sempre mescolati con altri elementi.

Alcuni impieghi delle terre rare in campo civile includono la produzione di hard disk per computer, di smartphones, schermi e display elettronici di ultima generazione, fibre ottiche, robot e catalizzatori utilizzati nell’industria petrolchimica. Le terre rare vengono utilizzate anche nella medicina avanzata come agenti di contrasto per risonanze magnetiche, macchinari per raggi X, test di screening genetici, analisi e trattamenti per i tumori, etc.

Ma l’impiego più importante è rappresentato dalla realizzazione di magneti permanenti utilizzati nei motori elettrici dei veicoli di nuova generazione per aumentarne l’efficienza e la potenza e nelle turbine eoliche offshore.

Le terre rare e i magneti sono anche cruciali per la realizzazione di sofisticate apparecchiature militari come missili di precisione teleguidati, radar di ultima generazione, laser, droni, apparecchiature per la visione notturna, produzione dei motori degli aerei da combattimento, etc. Si stima che un aereo da caccia di ultima generazione F-35 prodotto dall’azienda statunitense Lockheed Martin, ritenuto uno dei più avanzati al mondo, contenga ben 417 Kg di terre rare, che un cacciatorpediniere di ultima generazione americano ne contenga fino a quasi sei volte tanto e un sottomarino americano almeno dieci volte.

Gli esempi sopra citati fanno intuire la strategicità di tali elementi e l’importanza e la corsa di garantirne l’approvvigionamento nei prossimi anni.

Gli ultimi dati del United States Geological Survey dicono che le riserve di terre rare mondiali sono stimate attorno ai 90 milioni di tonnellate, di cui 44 solo in Cina, segue il Brasile con 21 milioni di tonnellate e l’India che ne possiede circa 7. Non è chiaro invece quali siano le disponibilità di terre rare in Ucraina e non si capisce la brama del Presidente Trump di volere scambiare ” il debito equivalente di 500 miliardi di dollari in terre rare”. Forse è più probabile che Donald Trump si riferisca erroneamente e genericamente alle cosiddette “materie prime critiche “, che includono litio, grafite e cobalto, che non sono considerate terre rare, ma di cui l’Ucraina è ricca.

Certo è deprimente che mentre continuano a morire decine di civili e militari ogni giorno in Ucraina contemporaneamente si è aperto un nuovo fronte con grandi aspettative di proventi sulla ricostruzione dell’Ucraina dopo un eventuale tregua e su chi controllerà le risorse minerarie del Paese.

Molto probabilmente la “confusione” da parte di Trump sulle terre rare può spiegarsi con il suo tentativo di minare o bloccare l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea , limitare la sovranità dell’Europa e la sua indipendenza riguardo le materie prime strategiche e l’energia.