Pantaleone PAGLIULA
L’ 8 e il 9 giugno andremo a votare per raggiungere il quorum per i referendum sui temi del lavoro e della cittadinanza, per contare di più e perché è un appuntamento fondamentale per la democrazia del nostro paese.
Gli ostacoli e la campagna astensionista del governo non fanno che motivarci di più e a partecipare a un voto che è un diritto e un dovere di tutti, rafforza la democrazia, il nostro impegno di appartenenza ad una comunità e la responsabilità di contribuire al bene comune.
Stiamo assistendo a una democrazia rappresentativa malata e non serve fare molti esempi per avvalorare questa affermazione di cui una delle cause è costituita dal venir meno del rapporto tra società e istituzioni che fino a due decenni fa era principalmente mediato dai grandi partiti di massa. Purtroppo è crollata la credibilità dei partiti, è scomparsa la militanza e la passione che animavano la loro vita interna e, con esse, la partecipazione e il coinvolgimento diretto dei cittadini nella vita politica.
Nel merito i referendum propongono temi importanti come riportare a 5 anni (da 10) il periodo di residenza per ottenere la cittadinanza, impedire i licenziamenti illegittimi, arginare il precariato, bloccare la deregulation del sistema degli appalti. Siamo chiamati a rispondere a referendum che servono per riportare i diritti dei lavoratori e delle persone al centro della discussione e andare a votare per cambiare questo ordine delle cose è fondamentale.
A differenza delle elezioni politiche dove eleggiamo i nostri rappresentanti, senza sapere poi cosa accadrà, nel caso del referendum esercitiamo un diritto molto concreto decidendo se una legge debba rimanere ancora in vigore o debba essere cancellata.
Contro chi ci vuole tutti a casa e rassegnati, andiamo a votare l’8 e il 9 giugno, difendiamo i nostri diritti e facciamo vivere la democrazia, che non solo dobbiamo difendere, ma rendere sempre più diffusa e viva.


















