Dal 20 al 26 luglio torna TEATRO DEI LUOGHI, il Festival Internazionale di Koreja diretto da Salvatore Tramacere. Venti appuntamenti tra teatro, danza, musica, performance e incontri per Custodire l’invisibile. Tra gli ospiti Lino Musella, Cristiano Godano, Pegah Moshir Pour, Carrozzeria Orfeo, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, Dominique Mercy.
Fermarsi. Guardare di nuovo. Guardare ancora. Guardare meglio. Guardare per vedere. È questo l’invito che attraversa la XX edizione di Teatro dei Luoghi Festival Internazionale, in programma a Lecce dal 20 al 26 luglio 2026 con la direzione artistica di Salvatore Tramacere. Il tema scelto, Custodire l’invisibile, invita a rallentare il tempo della frenesia contemporanea per ritrovare la profondità dello sguardo, restituire centralità ai corpi, alle relazioni, ai paesaggi urbani e naturali, trasformando la città in uno spazio di ascolto e immaginazione.
L’intero programma è stato presentato al pubblico oggi presso i Cantieri Teatrali Koreja di Lecce. Sono intervenuti: Silvia Miglietta, Assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia; Gigi De Luca, Direttore Polo Bibliomuseale di Lecce; Alessandro Valenti, regista e sceneggiatore, attivista per i diritti umani; Salvatore Tramacere, direttore Teatro Koreja.
Teatro dei Luoghi 2026 rinnova la propria vocazione ad essere un laboratorio diffuso che invita cittadini, turisti e spettatori ad abitare la città attraverso l’arte, trasformando ogni luogo in uno spazio di relazione, ascolto e scoperta. Un festival che sceglie di custodire l’invisibile per restituire valore al tempo, alla presenza e alla capacità di immaginare insieme nuovi orizzonti. Per una settimana, infatti, molti spazi in città diventeranno luoghi di attraversamento artistico, dove il visibile lascia emergere ciò che normalmente resta nascosto: memorie, fragilità, desideri e possibilità di futuro.
[…] Penso sempre più spesso se esista ancora il tempo per vedere davvero – confessa Salvatore Tramacere – le immagini si susseguono senza lasciare traccia, le notizie scorrono davanti ai nostri occhi fino a diventare rumore e perfino il dolore rischia di consumarsi nella velocità con cui viene sostituito da un altro dolore.
Assistiamo quotidianamente a guerre, migrazioni, disuguaglianze, alla crisi climatica, alla progressiva erosione dei diritti e delle relazioni. Eppure, proprio mentre il mondo sembra mostrarci tutto, ho la sensazione di vedere sempre meno. Per questo il titolo della ventesima edizione del Teatro dei Luoghi, Custodire l’invisibile, non è uno slogan, ma una scelta etica, prima ancora che artistica. Custodire l’invisibile significa, per noi, proteggere ciò che il nostro tempo tende a cancellare: la complessità, il dubbio, l’ascolto, la fragilità, la memoria, la capacità di immaginare un futuro diverso. Significa restituire al corpo la sua presenza, alla parola il suo peso, al silenzio la sua forza. Significa ricordare che le persone non coincidono con la loro immagine e che ogni luogo conserva storie, ferite e possibilità che aspettano soltanto di essere portate alla luce. Il teatro è uno degli spazi in cui una comunità decide di incontrarsi ancora, non perché offra soluzioni, ma perché continua a costruire domande comuni. E le domande condivise sono il primo terreno sul quale può nascere qualsiasi processo di pace. Per chiarire, credo che oggi la responsabilità dell’arte e della cultura sia quella di opporsi all’indifferenza. Creare spazi in cui l’altro non sia una minaccia, ma una possibilità…custodire la complessità quando tutto ci invita a semplificare. Ricordarci che nessuna pace può essere costruita senza immaginazione, senza empatia, senza la capacità di riconoscere, nell’altro, la nostra stessa vulnerabilità […]
20 gli appuntamenti in programma (per un totale di 25 repliche), tra spettacoli, performance, concerti, incontri e azioni partecipative, con artisti italiani e internazionali che esplorano i linguaggi del teatro contemporaneo, della danza, della musica e della performance.
Lunedì 20 luglio il festival prende avvio con tre eventi. Grande inaugurazione in Piazza Carducci, con il Teatro Tascabile di Bergamo/Accademia delle Forme Sceniche e LA LUCE DEL NERO, una potente coreografia su trampoli, ispirata al Bolero di Ravel dedicata alla cittadinanza e ai turisti che vorranno unirsi al rito collettivo di luce e bellezza, tra le strutture concentriche dei mandala e degli uroboro, le danze dei dervisci rotanti, le pratiche dei dhikr e del candomblé. Nel Chiostro del Convitto Palmieri, Dimitri/Canessa–Sosta Palmizi porta in scena HALLO! I’M JACKET (IL GIOCO DEL NULLA), una satira surreale sulla società della performance e della visibilità. La serata si conclude ai Cantieri Koreja con il LIVE SET dei BumbumFritz, dove spoken word ed elettronica si intrecciano in un concerto-performance ironico e poetico.
Martedì 21 luglio il Museo Castromediano ospita Francesca Grilli con SPARKS (doppia replica), intensa performance esperienziale che affida ai bambini il ruolo di interpreti del futuro attraverso il gesto della chiromanzia. Al Chiostro del Convitto Palmieri, Studio Doïz/Accademia Perduta Romagna Teatri propone GRAMSCI GAY, spettacolo che mette in dialogo il pensiero gramsciano con le inquietudini delle nuove generazioni. Chiude la giornata BumbumFritz con DAD OR ALIVE, un live elettronico che riflette sul desiderio di genitorialità e sul futuro.
Mercoledì 22 luglio (in replica il 23 luglio) la Foresta Urbana accoglie Antonio Tagliarini/KLM con PARAIDAËZA, esperienza performativa dedicata all’idea del paradiso come luogo di libertà e resistenza. Nel Parco Archeologico di Rudiae, invece, Menoventi presenta VEGLIA, una comunità raccolta attorno al racconto come pratica di condivisione e riflessione. In serata, ai Cantieri Koreja, Andrea Cosentino firma TRASH TEST, originale happening teatrale che mette alla prova l’Intelligenza Artificiale e il concetto stesso di autorialità.
Giovedì 23 luglio al Chiostro del Convitto Palmieri, Carrozzeria Orfeo presenta CUORE DI PORCO, viaggio visionario tra corpo, tecnologia e trasformazione, mentre l’Ortale Koreja ospita Cristiano Godano, storico frontman del gruppo rock Marlene Kuntz, con MUSICA E PAROLE, racconto intimo dove canzoni, memoria e riflessioni si fondono in un dialogo diretto con il pubblico.
Venerdì 24 luglio il Teatro Koreja accoglie Ermanna Montanari, protagonista di LUṢ, intensa creazione dedicata alla figura della guaritrice Bêlda, in un intreccio di voce, musica e spiritualità. A seguire, Jacopo Tealdi presenta U.MANI.TA’ Il cabaret fatto a mano, spettacolo sorprendente che trasforma le mani dell’attore in un universo di personaggi poetici e comici.
Sabato 25 luglio si apre con l’incontro dedicato al libro LA CASA DIMENTICATA della scrittrice e attivista iraniana Pegah Moshir Pour, occasione di dialogo sui diritti, la memoria e il futuro realizzato in collaborazione con Nel Frattempo – Conversazioni sul futuro, festival diffuso promosso dall’associazione Diffondiamo idee di valore con il sostegno del Consiglio regionale della Puglia e in sinergia con Coolclub.
Dalla Francia arrivano Les Établissements Lafaille con VERY LOST (in replica domenica 26), spettacolo itinerante nello spazio urbano che trasforma la città in una grande avventura teatrale. La giornata si conclude con Lino Musella, recentemente insignito con il David di Donatello, interprete di STATO D’ASSEDIO, intenso reading tratto dal poema di Mahmud Darwish dedicato alla resistenza della parola.
Domenica 26 luglio, giornata conclusiva, si apre con PALADINI DI FRANCIA. Spada avete voi, spada avete io! del Teatro Koreja, riscrittura di F. Niccolini ispirata all’universo ariostesco e dedicata a Pier Paolo Pasolini, Mentre la Casa della Carità ospita il concerto ULTIMO PARADISO con Daniele Roccato, insieme a Dario Muci ed Enza Pagliara, in un viaggio musicale tra memoria e tradizione dedicato a Brizia Minerva, storica dell’arte recentemente scomparsa.
Il festival si conclude all’Ortale dei Cantieri Koreja con la Festa Finale animata dal VINTAGE DJ di Misspia, ultimo momento di incontro e condivisione.
Tra gli appuntamenti speciali della XX edizione di Teatro dei Luoghi, LA TREGUA (inaugurazione lunedì 20 luglio), mostra fotografica diffusa di Marco Caselli Nirmal, tra i più importanti fotografi italiani di teatro, danza e musica. Un progetto espositivo che dialoga profondamente con il tema del Festival, Custodire l’invisibile, trasformando la fotografia in uno strumento capace di trattenere ciò che il tempo tende a consumare: la memoria dei corpi, la forza dei gesti, la persistenza dello sguardo.
Realizzata appositamente per il Festival, LA TREGUA si sviluppa come un itinerario urbano che dai Cantieri Teatrali Koreja si estende nel quartiere Borgo Pace, coinvolgendo Masseria Sant’Angelo, Hotel Aloisi, Oratorio Santa Maria della Pace e Casa Caloro. Le immagini abitano spazi pubblici e privati, trasformandoli in luoghi di incontro e riflessione, dove il teatro continua a vivere attraverso la fotografia.
Il percorso raccoglie ritratti di grandi maestri della scena internazionale, immagini di spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo, fotografie dedicate al lungo dialogo artistico dell’autore con Koreja, accanto a visioni di viaggio, memorie e progetti che attraversano tempi e geografie diverse. Ne emerge una trama di presenze che invita il pubblico a rallentare, osservare e ritrovare, nell’immagine, quella dimensione invisibile che il Festival sceglie di custodire come esercizio di attenzione e responsabilità verso il presente.
Tra le iniziative che accompagnano il Festival torna, dal 24 al 26 luglio, torna per la terza edizione di SUOLE DI VENTO Scuola primaria per imparare a praticare ad Arte, il progetto di formazione e ricerca ideato da Salvatore Tramacere e curato insieme al giornalista e critico teatrale Alessandro Toppi. Più che un corso SUOLE DI VENTO è una vera e propria classe “temporanea” che sceglie di esercitarsi sul presente, restituendo alla scuola il suo significato più autentico: uno spazio di apprendimento fondato sulla pratica, sulla condivisione dei saperi e sulla responsabilità del fare.
Alla terza edizione partecipano protagonisti della cultura contemporanea come Marco Caselli Nirmal, Gabriele Di Luca, Antonio Tagliarini, Francesca Lagioia, Marzia Migliora, Pegah Moshir Pour, Gianni Forte, Pietro Marcello, Massimo Bray, Lino Musella, Dominique Mercy, Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni, Maria Giovanna Mancini ed Elena Di Gioia, affiancati da un gruppo di ricercatrici e ricercatori universitari che accompagneranno le attività, favorendo il dialogo e la rielaborazione critica delle pratiche condivise.
Nel solco del pensiero pedagogico di Goffredo Fofi, SUOLE DI VENTO propone un modello di formazione fondato sulla lentezza, sull’ascolto e sull’esercizio, riaffermando il valore della cultura come pratica di cittadinanza e strumento per leggere il presente. Un progetto che dialoga pienamente con il tema della XX edizione del Festival, Custodire l’invisibile, perché invita a coltivare ciò che spesso sfugge allo sguardo: il tempo dell’apprendimento, la relazione tra maestro e allievo, la costruzione condivisa del sapere e la responsabilità che ogni gesto culturale porta con sé.
[…] Questo progetto – prosegue Tramacere – non sarebbe possibile senza una comunità di persone e di istituzioni che ha scelto di condividerlo. Per questo desidero ringraziare la Regione Puglia, che anche attraverso il Bando Grandi Eventi eil Patrocinio di PugliaPromozione, continua a sostenere con convinzione il Festival, rendendo possibile un appuntamento che negli anni è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per la ricerca teatrale e culturale. Un ringraziamento particolare va anche al Comune di Lecce che, quest’anno ne ha riconosciuto il valore attraverso il Patrocinio, al Polo Biblio-Museale di Lecce, al WWF, all’Accademia Casa della Carità che molto generosamente hanno accolto il Festival nei propri spazi, contribuendo a costruire una rete di relazioni, competenze e sensibilità importante per il territorio. Questo festival è un organismo collettivo che cresce grazie alla fiducia reciproca, alla collaborazione e al desiderio condiviso di fare della cultura un bene comune, capace di generare dialogo e partecipazione.


















