Sava Vendemmia Cantina Galileo
Sava, Vendemmia Cantina Galileo (ph Eduardo De Matteis)

Il distretto enologico coinvolge parimenti le tre le province del Grande Salento, Taranto, Lecce e Brindisi. Ed è proprio il Primitivo e il Negroamaro che stanno facendo fermentare progetti unitari per lo sviluppo del settore. Col contributo dell’UniSalento partiranno a Manduria un Master post-universitario in Enologia e a Campi Salentina un Centro sperimentale collegato alla laurea in Viticoltura.

 

di Carlo VACCA

Nel Grande Salento la viticoltura è praticata un po’ dappertutto, ma si concentra in particolare in un quadrilatero che congiunge Taranto, Brindisi, Lecce e Gallipoli. Tutti i vini del Salento provengono da tre macro-aree racchiuse in questo quadrilatero: una nel Tarantino, con epicentro Manduria-Sava; un’altra nel Leccese-Brindisino, con epicentro Campi Salentina, Guagnano e Salice Salentino; una terza nel sud-Leccese, con epicentro Copertino-Leverano. Tre grandi aree vitivinicole con una grande storia, cultura e tradizione millenarie, da cui provengono vini di eccezionale qualità prodotti da antichi vitigni autoctoni: dal Negroamaro, diffuso soprattutto nelle province di Brindisi e Lecce, al Primitivo di Manduria, prodotto in particolare tra le province di Brindisi e Taranto, ai vini rosé e bianchi prodotti con uva Malvasia nel Leccese. Ed è proprio a Manduria e Campi Salentina che il vino sta cementando il Grande Salento, con iniziative che coinvolgono trasversalmente il mondo produttivo e quello della formazione dell’Università del Salento.

Manduria. Promosso da Confagricoltura Puglia si è svolto nei giorni scorsi a Manduria un incontro per gettate le basi dell’istituzione di un Master in Enologia con sede nella città dei messapi. Alla riunione hanno preso parte il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro, il rettore dell’Università del Salento, Fabio Pollice, la presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, Novella Pastorelli. Per la Confagricoltura era presente anche il delegato nazionale per i rapporti con l’università, Filippo Schiavone.
«Il Master – ha evidenziato Novella Pastorelli – è una grande opportunità per il territorio e per i giovani, la tappa di un cammino che il nostro Consorzio di Tutela vuole compiere per integrarsi ancora di più con il territorio e mettere a disposizione l’innovazione e la ricerca in quei settori di eccellenza che richiedono più di altri una formazione continua e altamente qualificata, come il caso della vitivinicoltura».
«Manduria – ha detto Luca Lazzàro – è una grandissima eccellenza e va valorizzata e, uno dei modi per farlo, è contribuire per quello che ci compete all’istituzione di un Master in Enologia, importante per la formazione e la cultura del vino. C’è una grande attenzione internazionale sul Primitivo. La sua diffusione ha portato i consumatori stranieri a chiedersi dove fosse prodotto e questo ha rinvigorito i flussi turistici verso il Salento. Come siamo certi che un vino è un testimonial di eccellenza del territorio dove viene prodotto, così siamo certi che un Master in Enologia possa attrarre studenti italiani e stranieri nella nostra terra. Attirare intelligenze invece di esportarle sarà sicuramente un vantaggio per tutta la Puglia». «Oggi, abbiamo tutti una grande opportunità da cogliere – ha aggiunto Filippo Schiavone – Abbiamo scelto di proporre questo progetto all’Università del Salento per il forte radicamento nel territorio dell’Ateneo e per la presenza del nuovo corso di laurea in Viticoltura ed enologia, nato nel 2017, in collaborazione con l’Università di Bari Aldo Moro».

Campi Salentina. Anche qui sta prendendo forma, in un ex Tabacchificio da recuperare di proprietà del comune di Campi Salentina, un progetto simile a quello di Manduria, promosso da Assoenologi, dai Consorzi vitivinicoli di Brindisi e di Salice Salentino, dal Distretto agroalimentare jonico-salentino, dal Cnr e dalla stessa Università del Salento, per attivare un Centro sperimentale di Enologia collegato al corso di laurea in Viticoltura dell’ateneo di Lecce.
«L’università, oltre a fare didattica, deve assicurare la ricerca», ha sottolineato Massimo Tripaldi, presidente di Assoenologi di Puglia e Basilicata. «Abbiamo già superato la prima fase di un bando – aggiunge Tripaldi – ed entro il 25 marzo presenteremo tutta la documentazione finale. Ci sono ottime prospettive per ottenere il finanziamento, anche perché il nostro è tra i pochi progetti presentati in questo settore».