Mappa di Terra d'Otranto
Elaborati dei ragazzi dei Licei salentini che hanno aderito al progetto “La Storia va a scuola“, promosso dalle Edizioni Grifo di Lecce, realizzato grazie al sostegno della Banca Popolare Pugliese, e la collaborazione del Nuovo Quotidiano di Puglia, con la donazione del volume “Storia del Grande Salento“, di Lino De Matteis, a 300 alunni dei Licei classici “Archita”, “Galileo-Ferraris” e “Righi” di Taranto, “Palmieri” e “Siciliani” di Lecce, “Marzolla” di Brindisi. Tutti gli elaborati pervenuti vengono pubblicati, singolarmente, online sulla rivista ilGrandeSalento.it, a conclusione una selezione sarà pubblicata anche sulle pagine del “Quotidiano”.
Liceo Statale “P. Siciliani”, Lecce
Ismaele ARNESANO
Classe 2A – Liceo Linguistico Cambridge “Pietro Siciliani” – Lecce
 Nella Storia del Grande Salento, l’autore Lino De Matteis, non si limita a raccontare il passato, ma lancia una vera e propria sfida culturale. Il concetto chiave è che il Salento non coincida solo con la provincia di Lecce, ma sia un’entità decisamente più estesa che abbraccia anche Brindisi e Taranto.
L’autore ricostruisce con passione le radici dell’antica Terra d’Otranto, dimostrando come queste tre aree abbiano condiviso per secoli un’identità comune, spezzata solo dalle divisioni amministrative del Novecento. Non è però un’operazione nostalgica: De Matteis fa uso della storia come bussola per il futuro. Sostiene, infatti, che solo recuperando una visione d’insieme il territorio possa davvero contare qualcosa a livello politico ed economico, superando i campanilismi che attualmente ne frenano lo sviluppo.
Lo stile è diretto e privo di eccessivi accademismi, il che rende la lettura scorrevole e accessibile a tutti. È un libro che spinge a riflettere su cosa significhi davvero appartenere a un luogo e che suggerisce di guardare oltre i confini provinciali per riscoprire un’anima collettiva.
In conclusione, è un’ottima lettura per chi vuole capire le dinamiche profonde di una delle regioni più discusse d’Italia, andando oltre gli stereotipi del sole, del mare e del vento. Al contrario, propone di riscoprirlo come un’entità politica e sociale compatta, capace di superare i confini provinciali per affrontare con più forza le sfide della modernità.