Il libro di Gianni Stasi “Brindisi: dalla città della plastica alla città jonico-salentina Alla ricerca di una nuova identità: tra la Terra d’Otranto e il Grande Salento” (Edizione Minigraf) sarà presentato a Brindisi, martedì 13 maggio, ore 17:00, nel Salone Amministrazione provinciale, in via De Leo, 3. Dopo i saluti del presidente della Provincia di Brindisi, Antonio Matarrelli, e del sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ci sarà l’intervento dell’autore Gianni Stasi. Seguirà il dibattitto, moderato dai giornalisti Adelmo Gaetani e Angelo Sconosciuto, al quale parteciperanno: Nicola Colonna, docente Università degli studi di Bari; Antonio Bruno, architetto componente del gruppo di progetto per “la costruzione della città ionico-salentina” a cura dell’urbanista Giulio Redaelli; Claudio Signorile, ministro per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno 1981/1983 e dei Trasporti 1983/1987; Michele Errico, presidente della Provincia di Brindisi 2004/2009; Domenico Tanzarella, già presidente della Provincia di Brindisi e sindaco di Ostuni; Lino De Matteis, giornalista e scrittore, autore del volume “Storia del Grande Salento”; Fabio Pollice, rettore dell’Università del Salento, firmatario del Protocollo d’intesa “Terra d’Otranto: dalle radici il futuro”.

Nel suo lavoro, Gianni Stasi ricostruisce dettagliatamente la storia di Brindisi, nella seconda metà del secolo scorso, come la storia di un laboratorio politico-economico e sociale nel Sud Italia, negli anni dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno. Il titolo dell’opera “Brindisi: dalla città della plastica alla città jonico-salentina” ne riassume plasticamente il valore paradigmatico di un territorio meridionale alla ricerca di una nuova identità, dall’ideologia del benessere allo sviluppo sostenibile. «Pubblicazioni e studi recenti – scrive Stasi – sulla stagione dell’intervento straordinario nel Sud hanno consentito, negli ultimi anni, di gettare nuova luce sulle vicende e sui personaggi che in quegli anni, soprattutto negli anni ’60, segnarono l’impegno determinato di governi, istituzioni e gruppi dirigenti che vollero misurarsi sul versante della soluzione di uno dei maggiori problemi del Paese: come e in che modo si potesse avviare nel Sud  un processo di sviluppo capace di affrancare questa parte di territorio dalle sue storiche condizioni di arretratezza, di miseria, di emigrazione ed avviarla ad un modello di sviluppo solido, incisivo  in  grado di costruire nuove condizioni stabili di progresso economico e sociale».

Gianni Stasi