Promosso da Lions International si è svolto, nei giorni scorsi, nella sede Lions di Gerace un partecipato incontro con Pantaleone Pagliula, coautore con l’imprenditore Cosimo Romano del libro “Il profumo del successo” (Il made in Salento alla conquista di Mosca) edito da BESA.
Nei suoi saluti la presidente del Lions di Gerace, Adele Careri, ha sottolineato «come il libro raccoglie lettere, ricordi e aneddoti inediti scritti a quattro mani che ripercorrono l’avventura industriale, iniziata negli anni della perestrojka e prima della caduta del muro di Berlino. Questi due imprenditori del Salento hanno guardato lontano e ottenuto un futuro lavorativo altrove, conquistando Mosca, senza tradire le proprie origini e aprendo con il brand “Salentini” il primo negozio occidentale insieme alla municipalità moscovita».
La presidente ha concluso il suo intervento apprezzando il lavoro di Pagliula e Romano «per avere portato la manifattura Salentina al centro del mercato globale, creando un polo commerciale e culturale tra il Salento e l’allora URSS e ha sottolineato lo stimolo degli autori per un dialogo tra il mondo dell’imprenditoria locale e le nuove generazioni, con l’obiettivo di fare diventare i giovani protagonisti attivi del loro futuro».
Molto significativo l’intervento dello storico ex corrispondente del TG3 della Rai Calabria e neo presidente del Caffè Letterario Federiciano di Gerace Antonio Condò, che manifestando un debito di riconoscenza per l’impegno sociale, civile, morale e culturale fin qui profuso da Lele Pagliula e prendendo spunto da quanto espresso da Carlo Borgomeo, presidente di “Noi per il Sud”, in una sua recensione del libro, ha osservato come «il volume è una vera e propria celebrazione del valore dell’imprenditorialità: una storia di innovazione, intuizione, coraggio, flessibilità, senso pieno della responsabilità verso se stessi, gli altri, il proprio territorio. Una legittima esaltazione dell’intelligenza e delle capacità salentine. Esempi da imitare in tante altre regioni, come la Calabria, in cui queste qualità sicuramente non mancano». Antonio Condò ha concluso il suo intervento sottolineando come il libro «è scritto in modo semplice e anche avvincente, tanto da poterne consigliare la lettura, soprattutto ai giovani, anche non necessariamente interessati ai temi economici, che troveranno spunti interessanti di riflessione per la costruzione del loro percorso professionale».
E’ seguito il puntuale contributo della prof.ssa Adele Condò secondo la quale «il libro scritto a due mani da Cosimo Romano e Pantaleone Pagliula, scaturisce dalla tenacia, dall’intelligenza e dalla caparbietà di due personaggi del Sud Italia, un imprenditore del Salento e un ingegnere nucleare, che amano la propria terra, il proprio lavoro ma, soprattutto le loro origini rurali e contadine. Entrambi hanno la forza e il coraggio di guardare lontano, inseguono un sogno che, trasformeranno in realtà. Quando si incontrano negli anni 80, tra Romano e Pagliula scaturisce una grande e profonda amicizia che li porterà alla conquista del mercato Russo, trasferendo la patria dei Jeans da Matino a Mosca, al tempo della Perestrojca di Gorbacev. Dalla lettura e riflessione sul testo emerge quanto nella vita sono veramente importanti gli ideali e i legami umani da cui scaturiscono tutte le relazioni. Il libro soprattutto ci insegna che i sacrifici, la strada in salita e non le scorciatoie, spesso intraprese, ci portano alla meta con grande soddisfazione e ci aiutano a realizzare e concretizzare quello che è il bene comune». La prof.ssa Condò ha aggiunto che «altro elemento fondamentale che traspare dalla lettura del testo è il rapporto umano che l’imprenditore ha con i suoi dipendenti, all’insegna del dialogo e dell’ascolto, elementi fondamentali per la serenità sul posto di lavoro, che portano il lavoratore a vivere l’esperienza lavorativa con gioia ed entusiasmo e a sentirsi soddisfatto della propria opera. Il lavoro non solo per il guadagno, ma come mezzo e strumento di realizzazione personale e comunitaria, è questo quello che si dovrebbe trasmettere alle nuove generazioni».
Dopo questi significativi interventi programmati il pubblico presente ha avuto la possibilità di porre domande e le risposte dell’autore hanno permesso di approfondire il significato di alcuni episodi riportati nel libro e di comprendere meglio le sue intenzioni narrative. A conclusione l’incontro a Gerace è stato molto interessante perché ha dato ai partecipanti l’opportunità di conoscere il testo da un punto di vista diverso, di ascoltare direttamente l’esperienza dell’autore e il dialogo con il pubblico, ha reso la presentazione dinamica e stimolato la riflessione sui temi trattati nell’opera. A detta dei presenti l’esperienza è stata utile sia dal punto di vista culturale sia personale, perché ha fatto apprezzare il valore della lettura e il lavoro che si cela dietro la realizzazione di un testo.
C.V.


















