• Mentre la stampa mondiale riporta notizie allarmanti sulla democrazia in Russia e le massime istituzioni europee stanno pensando, insieme al presidente americano Biden, di inasprire le sanzioni contro Putin, il governatore pugliese Michele Emiliano, da San Pietroburgo, esulta per i buoni rapporti della Puglia con la Russia. Significativo questo intervento di Michele Cozzi sul “Corriere del Mezzogiorno” di oggi, che riportiamo integralmente come esempio di giornalismo indipendente e non omologato.

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Emiliano al Forum
L’INFELICE VIAGGIO IN RUSSIA

di Michele Cozzi
Il presidente pugliese va alla campagna di Russia. Certi miti non muoiono mai. Un secolo fa, i comunisti italiani volevano fare «come in Russia»; poi, negli anni Settanta del secolo scorso la moda era cambiata e il sogno diventò: «La Cina è vicina». La storia è andata diversamente, anche se ora gli occhi di Mosca e di Pechino, due potenze autocratiche (a volere essere politicamente corretti) si addensano sul mondo occidentale. I cinesi sono più avanti con i progetti della Via della Seta; ma anche i russi stanno scalando velocemente le tappe. In questi giorni una folta delegazione pugliese, guidata da Michele Emiliano, con il gotha del mondo industriale, è a Pietroburgo per partecipare alla 24esima edizione dello Spief, il St Petersbur international economico forum, un summit economico internazionale. La Puglia è la regione d’onore. Squillino le trombe. Emiliano esulta: «La nostra partecipazione riveste un enorme rilievo, portiamo la nostra voglia di fare impresa, per costruire nuove occasioni». Il resto è prevedibile. Le solite parole di circostanza: costruire ponti, storica collaborazione tra pugliesi e russi, il culto di San Nicola, i pellegrini. Questioni trite e ritrite. Il classico lessico del nulla. Se non fosse che, tutti i giorni (sufficiente leggere i giornali di questi giorni), la stampa riporta notizie allarmanti sulla democrazia in quel Paese: un dissidente arrestato l’altro ieri con lo stesso metodo utilizzato da Lukashenko, il leader bielorusso. Giornalisti non allineati al bavaglio. Politica estera disinvolta. Gli industriali pugliesi fanno il loro lavoro, cercano di fare affari, di costruire reti di collaborazione e di business. È il mercato, bellezza.
Ma forse alla politica, per di più ad un presidente che fa della difesa della legalità e dei diritti uno dei fondamenti della sua mission , ci sarebbe da attendere almeno un mezza dichiarazione, una smorfia, su un Paese, con il quale la comunità internazionale ha in piedi una battaglia di civiltà – tramite anche l’embargo, prorogato dal 2014 – a difesa della dignità, dell’habeas corpus – che è alla base del canone occidentale. È troppo, ricordarlo in queste ore, mentre cerchiamo di fare affari e di vendere orecchiette e mozzarelle? È bene non dimenticare che, dinanzi alle proteste della comunità internazionale per le condizioni del dissidente Aleksej Navalnyi, appena un mese fa la Russia ha vietato l’ingresso a otto cittadini, tra i quali il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, e il vicepresidente della Commissione europea per i valori e la trasparenza, Vera Jourova. E lo stesso presidente Draghi, a fine maggio, si è detto preoccupato di «interferenze, spionaggio e attacchi cyber». Una dichiarazione che testimonia un cambio di registro, figlio delle tensioni con l’Europa e che ribalta una consolidata tradizione italiana nei rapporti con la Russia. In questo quadro geo-politico, sarebbe forse pretenzioso chiedere al presidente Emiliano di ergersi, giocando per lo più in trasferta, a paladino della democrazia. Non glielo consigliamo, con l’aria che tira da quelle parti. Ma forse sarebbe auspicabile più sobrietà e minore enfasi. Perché sarà pur vero che «pecunia non olet», ma se la politica legittima questo principio, allora vale tutto. Ma c’è un altro episodio sul quale è sceso il silenzio. Alcuni giorni fa un magnate russo, la cui identità non è nota, pare abbia fatto una ricca donazione per realizzare l’impianto di aerazione della cripta di San Nicola. Il grazie della città è d’obbligo. Il culto e la venerazione dei santi si manifesta anche con questi doni. Ma la domanda è lecita: le casse comunali e regionali sono proprio così mal ridotte per dovere sperare nella “grazia” di un ricco pellegrino russo? Certo, il culto del santo patrono di Bari può aiutare ad intercettare qualche pellegrino russo (e ieri Emiliano ha annunciato il ripristino del volo Bari-Mosca da domani, 4 giugno), ma siamo messi proprio così male? È troppo chiedere una risposta da Emiliano e Decaro? E forse, per non essere sospettosi, non sarebbe male ricordare le parole che Virgilio fa dire a Laocoonte: «Timeo Danaos ed dona ferentes» («temo i Danai (i greci) anche quando recano doni»).

Corriere del Mezzogiorno, giovedì 3 giugno 2021