Pantaleone PAGLIULA
Quest’anno il tema di questa giornata è “Planet vs. Plastics“, una sfida globale alla presenza invasiva della plastica nel nostro ambiente e negli organismi degli esseri viventi, compreso l’essere umano. Questo materiale dalle mille proprietà, che ha cambiato e facilitato in molti aspetti la nostra vita, rappresenta oggi un enorme problema perché ne produciamo troppo e non riusciamo a smaltirlo in modo ecologico.
La Giornata della Terra vuole far riflettere sul problema dello smaltimento della plastica e l’impegno proclamato è di porre fine alla plastica per il bene della salute umana e del Pianeta, chiedendo una riduzione del 60% della produzione di tutte le materie plastiche entro il 2040.
L’obiettivo finale di costruire un futuro senza plastica per le generazioni future è sintetizzato in alcuni traguardi concreti che richiedono la promozione di una diffusa consapevolezza e una adeguata divulgazione dei danni causati dalla plastica alla salute umana animale e di tutta la biodiversità, l’eliminazione rapida di tutte le plastiche monouso entro il 2030, la richiesta di politiche che pongano fine al fenomeno del fast fashion e alla grande quantità di plastica che produce e utilizza e l’investimento in tecnologie e materiali innovativi per costruire un mondo senza plastica.
La produzione di plastica ha numeri impressionanti. Sono stati superati i 380 milioni di tonnellate all’anno e nel solo 2023 sono stati prodotti in tutto il mondo oltre 500 miliardi di sacchetti di plastica che sono un milione di sacchetti al minuto.
Il ciclo di vita di un sacchetto di plastica è completamente antiecologico e gli impianti petrolchimici demandati alla produzione oltre a essere responsabili di emissioni tossiche hanno un consumo eccessivo di acqua ed energia. Alla fine del processo, poi, il sacchetto viene usato per un tempo brevissimo, mentre il suo processo di degradazione nell’ambiente è lunghissimo.
L’industria dell’abbigliamento produce ogni anno oltre 100 miliardi di capi e questa sovrapproduzione ha innescato l’abitudine a un suo consumo eccessivo che ha trasformato il settore, convertendolo alla moda usa e getta. Oggi le persone acquistano il 60% di capi di abbigliamento in più rispetto a 15 anni fa, ma ogni capo viene utilizzato per un tempo infinitamente più breve. Non si può fare affidamento nemmeno sul processo di riciclo, perché quasi l’85% degli indumenti finisce nelle discariche o negli inceneritori e solamente l’1% viene effettivamente riciclato.
Il fast fashion (moda veloce) è uno dei grandi responsabili della dispersione della plastica. Infatti quasi il 70% degli indumenti è prodotto con petrolio grezzo, con il conseguente rilascio di microfibre durante il lavaggio e pericolose infiltrazioni nel suolo all’interno delle discariche.
Nessuno è in grado di dire esattamente quanta plastica raggiunga il mare, ma si stima che, ogni anno, tra i 5 e i 13 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del mondo causando l’80% dell’inquinamento marino. Se si segue questo trend entro il 2050 ci sarà, in peso, più plastica che pesce. La maggior parte di questi rifiuti di plastica entrano in mare sospinti dal vento o trascinati dagli scarichi urbani e dai fiumi e le plastiche e microplastiche in mare vengono trasferite e accumulate lungo la catena alimentare, fino ad arrivare all’uomo, con effetti in parte ignoti alla nostra salute.
La Giornata della Terra fu istituita il 22 Aprile 1970 quando 20 milioni di americani, guidati dall’ambientalista Gaylord Nelson scesero in strada per manifestare contro l’inquinamento industriale, la perdita di biodiversità e altre problematiche ambientali. Da quel giorno, la Giornata della Terra è cresciuta fino a diventare un evento globale, celebrato da oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. Nel corso degli anni questa giornata ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica e a spingere governi e organizzazioni a impegnarsi per la conservazione delle risorse naturali, dimostrando che l’azione individuale e collettiva può portare a cambiamenti significativi e duraturi per proteggere la nostra vita e il nostro pianeta.
Quest’anno la Giornata Mondiale della Terra sarà ancora più significativa se ci impegniamo anche in azioni concrete sull’impatto ambientale disastroso delle guerre in corso che hanno ripercussioni terribili oltre che sulla popolazione e sulla salute umana anche sull’ aria, acqua, suolo, fauna e vegetazione.


















