XIX Edizione dei Giochi del Mediterraneo svoltisi quest'anno ad Orano in Algeria
di Carlo VACCA
Non bastano gli impianti sportivi, serve anche una strategia comune delle province di Taranto, Lecce e Brindisi per l’accoglienza delle persone che parteciperanno alla XX edizione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto nel 2026. La macchina organizzativa è già al lavoro sul masterplan per la realizzazione ex novo della piscina olimpionica e centro nautico e l’adeguamento degli oltre 40 impianti sportivi oltre che a Taranto anche nelle altre 20 città salentine coinvolte, fra cui Lecce e Brindisi. Se è fondamentale che ci siano strutture sportive adeguate a far svolgere le competizioni nelle varie discipline sportive è anche necessario che ci sia un progetto di accoglienza delle decine di migliaia di persone, tra atleti, delegazioni e visitatori, che nel 2026 invaderanno letteralmente l’intero Salento, come se fosse un albergo diffuso. È evidente infatti che dovunque alloggeranno, a Taranto, a Brindisi o a Lecce, gli ospiti andranno poi in giro a visitare il territorio. Ci dovrebbe essere perciò, con l’occasione, il lancio di un progetto unitario di accoglienza, come, magari, il rilancio del marchio di “Salento d’amare” esteso a tutta la penisola salentina, con i tour operator pronti ad offrire percorsi di visite nei luoghi dell’eccellenza del territorio. Occorre che le amministrazioni diano un impulso alle reti di collegamento e ai servizi di trasporto per facilitare la mobilità dei visitatori. Ma su questo aspetto nulla si muove ancora.
Nei giorni scorsi c’è stato un primo incontro operativo con i diversi Comuni interessati dalla competizione multidisciplinare, il presidente del comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, Davide Tizzano, e il direttore generale del comitato organizzatore, Elio Sannicandro. L’incontro era stato annunciato dal sindaco Rinaldo Melucci il 27 giugno scorso, quando a Taranto, Palazzo di Città, arrivò da Orano in Algeria, la sede della XIX edizione, il vessillo a tre cerchi con lo sfondo azzurro. I temi affrontati sono stati principalmente tre: l’analisi dell’esperienza di Orano (dal punto di vista della logistica, dei trasporti, dei volontari impiegati); la richiesta ai Comuni di accelerare con le progettazioni; la crisi politica con le dimissioni del governo Draghi, che rischierebbe di rallentare l’erogazione delle risorse economiche già stanziate (a marzo di quest’anno è stato approvato in commissione Bilancio al Senato un emendamento al decreto Sostegni Ter per finanziare con 150 milioni di euro la XX edizione dei Giochi di Taranto).
Nel confronto con Orano, Taranto partirebbe con un discreto vantaggio nell’organizzazione complessiva, che tiene conto di più parametri, perché il territorio possiede già strutture e competenze in grado di sostenere un evento di tale portata. «Il percorso di condivisone con il territorio è iniziato – ha spiegato invece Melucci –, le infrastrutture che realizzeremo saranno l’eredità che i Giochi lasceranno alle nostre città, per questo abbiamo la necessità che ogni passo sia ponderato, perché quegli impianti dovranno poi essere gestiti in maniera sostenibile. Dobbiamo far presto, però, perché il 2026 è solo apparentemente lontano. L’esperienza di Orano, in ogni caso, ci ha mostrato che abbiamo tutte le carte in regola per realizzare l’edizione più bella da decenni a questa parte».
L’attenzione deve essere massima, perché il conto alla rovescia è cominciato e ci sono scadenze da rispettare. Anche i sindaci hanno tempi stretti. «Soltanto 5 o 6 Comuni – ha sottolineato Sannicandro – hanno risposto alla richiesta di presentazione di un atto amministrativo formale di adesione all’organizzazione dei Giochi: tutti gli altri, entro la fine di questo mese, devono comunicarci la loro adesione e avviare le progettazioni, almeno lo studio di fattibilità tecnico economica. A questo punto, con risorse proprie. Entro settembre vogliamo i progetti preliminari, sperando che sempre a settembre arrivi la prima effettiva ripartizione delle risorse. La Regione Puglia sta lavorando per individuare ulteriori risorse, perché le somme previste per i Giochi sono notevolmente superiori. Entro quest’anno dobbiamo avere i progetti definitivi, per procedere con i lavori dal 2023».