Dopo il sostegno al sindaco di destra di Nardò, Pippi Mellone, amico dei CasaPound, che corre per un nuovo mandato contro il candidato del Pd, il governatore pugliese Michele Emiliano strizza l’occhio a Matteo Salvini, al quale, durante la kermesse politica “La Piazza”, organizzata a Ceglie Messapica da Affaritaliani.it, rivolge lusinghieri giudizi: «Sta facendo un grande sforzo per delineare una visione di Paese, uno sforzo che ha dei costi politici e che nel mio piccolo voglio incoraggiare. È un politico che ha una sua onestà intellettuale». Dal Movimento 5S alla Lega, Michele Emiliano è ormai incontenibile nella sua politica trasformistica, pronto a sdoganare chiunque pur di consolidare la sua rete di potere personale: imbarca in giunta i Cinquestelle e, mentre dice di volerli far dialogare col Pd, apre anche alla destra di Salvini.

Il senatore Dario Stefàno, autosospesosi dal Pd proprio per l’appoggio politico di Emiliano al sindaco di Nardò, si chiede: «Ma in Puglia l’alleanza si sta allargando? Emiliano sta pian piano delineando la sua visione politica: dopo il sostegno al sindaco di CasaPound, ieri i complimenti a Salvini». E anche l’ex deputato del Pd Federico Massa ironizza: «Emiliano a Salvini: “…occorre qualche ritocchino per eliminare le piccole differenza che ancora rimangono”. Credo si imponga un chiarimento; ma il voto non era stato chiesto per arginare la destra sovranista?».
Ma non basta. Dopo essere stato uno dei principali responsabili politici del dramma della Xylella che sta devastando la Puglia, Emiliano cede nuovamente alla tentazione di riabbracciare le tesi antiscientifiche dei complottisti nominando nel Comitato tecnico scientifico Alessandra Miccoli, che si è contraddistinta in passato per la sua contrarietà al taglio degli ulivi malati, previsto dal Piano Silletti. Un’altra scelta che conferma la deriva qualunquista della sua politica, che pur di tenere tutti sul suo carro non si sa più in che direzione vada.

«Sulla vicenda Xylella non posso scherzare, anche perché sono stato aggredito e minacciato per diversi anni. C’è un territorio devastato sul piano economico e paesaggistico per colpa delle tesi negazioniste e complottiste e di chi ha dato loro credito, causando un irreparabile ritardo negli interventi. E la Regione Puglia che fa? Incarica una delle voci più forti di quelle proteste. Ho chiesto un’audizione in Commissione della nuova esperta e degli esperti del CTS, Boscia, Nigro, Savino, Cornara e Luisi, per capire se per caso abbiamo sbagliato tutto o per chiedere le dimissioni o la revoca dell’incarico della nominata», dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati. «La nuova esperta sulla fitopatologia della Xylella, peraltro laureata in lettere, – continua Amati – è stata protagonista di numerose proteste, a Torchiarolo e nella provincia di Brindisi, contestando tutti i piani di contenimento che, realizzati per tempo, avrebbero salvato la Puglia dalla distruzione prima e dall’avanzare del batterio poi. La Miccoli in una intervista all’emittente locale Tg8 nel 2015 si vantava dell’effetto domino sul blocco degli abbattimenti ottenuto grazie agli innumerevoli ricorsi al Tar, in un passaggio criticava lo stesso Emiliano che oggi la premia con questo incarico. E lo criticava per aver egli invece sostenuto che per ogni opinione c’è bisogno di una prova scientifica a supporto. Un’ovvietà, che invece la Miccoli in quell’intervista definisce un’affermazione grave. Chiedeva un tavolo serio, in quell’occasione. Eppure in un’altra manifestazione organizzata a Torchiarolo il 4 ottobre 2015 anche dall’associazione Anta che lei rappresenta, su un lenzuolo steso davanti ai microfoni era stato scritto: “Eradicate anche noi, no alla mafia xylella”. Capito bene, mafia xylella. Ci hanno accusato di voler distruggere il paesaggio, mentre grazie alle loro proteste e al tempo che si è perso, quel paesaggio ad oggi non mi pare un paradiso terrestre. Ed è di 48 ore fa la notizia che, nella sola provincia di Lecce, sono definitivamente chiusi 97 frantoi (con ricadute anche per il relativo indotto economico) su 227 e la produzione di olio è scesa da oltre 20 milioni di chili a 3milioni 460 chili». «Mi auguro – conclude Amati – che la Miccoli, non laureata in Agraria, senta la necessità di dimettersi o che Emiliano le revochi l’incarico. Ma intanto ho chiesto la convocazione di Alessandra Miccoli in audizione nella Commissione Agricoltura, affinché spieghi a consiglieri regionali, all’assessore Pentassuglia e al comitato tecnico scientifico, composto cioè da esperti veri da lui stesso nominati, dove abbiamo eventualmente sbagliato o dove ha sbagliato».
(C.V.)


















