Mentre il Pd tace sul sostegno del governatore pugliese, Michele Emiliano, al sindaco di destra di Nardò, Pippi Mellone, dopo che il senatore dem Dario Stefàno aveva sollevato il caso con la sua autosospensione dal partito, a tirar fuori la paletta rossa è il grillino Stefano Patuanelli, ministro dell’Agricoltura e uno dei più stretti collaboratori del neo leader del M5s, Giuseppe Conte. Parole dure le sue, arrivate a margine del sopralluogo nelle zone dell’Oristanese colpite dagli incendi: «Sono surreali le esternazioni del governatore della Puglia, Michele Emiliano, sul sostegno al sindaco di Nardò con un passato nell’ultradestra, Pippi Mellone». A qualcuno è suonata come una messa in guardia sulla possibilità di rottura del feeling tra Emiliano e Conte sulle alleanze locali in Puglia. Proprio a Nardò, per esempio, il candidato dell’area progressista Carlo Falangone è sostenuto non solo dal Pd, ma anche dal M5S. «L’alleanza col Pd è un rapporto che va costruito – ha chiarito Patuanelli – non può essere una fusione a freddo che non funziona, ma un rapporto che va fatto sui territori. In alcuni luoghi lo abbiamo fatto. In altri un po’ meno. Ogni movimento politico ha le sue tensioni e suoi problemi da gestire, ma anche nel rapporto col Pd dobbiamo aiutarci a gestire queste situazioni: credo che il futuro del nostro movimento sia guardare al campo del centrosinistra e al Pd su un rapporto che però deve essere paritario». Una tensione con la leadership regionale che va ad aggiungersi alla rivolta della base grillina pugliese, che ha scritto a Conte, dopo il ripristino retroattivo da parte dell’Assemblea regionale dell’indennità di fine rapporto per i consiglieri regionali.