«È importante garantire tutte le condizioni perché i comuni, soprattutto nel Mezzogiorno, colgano pienamente le opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo dico pensando anche al bando sugli asili nido, ripubblicato di recente perché andato in parte deserto. E’ necessario comprendere le ragioni di questo utilizzo parziale, perché in corso d’opera siano opportunamente rimodulati anche bandi analoghi con un solo obiettivo: qualità urbana e nuovo welfare, a maggior ragione nel Mezzogiorno, devono intrecciarsi fortemente ed essere, se abbiamo come obiettivo anche una maggiore qualità della nostra democrazia e del nostro mercato del lavoro, soprattutto a misura di donne», così la presidente di Italia Viva e viceministra alle Infrastrutture Teresa Bellanova, nel suo podcast “Lingua Franca” in onda oggi pomeriggio, alle 16:00, su Radio Leopolda, la radio ufficiale di Italia Viva. Titolo della puntata “Qualità dell’abitare: a che punto siamo”, ospite Barbara Casagrande, Dg Edilizia Statale, Politiche Abitative, Riqualificazione urbana e interventi speciali al Mims.
Circa l’attuazione del Programma innovativo nazionale “Qualità dell’abitare” e i progetti ammessi ma non finanziati, «è possibile e fortemente auspicabile», ha proseguito Bellanova, «che si determinino le condizioni di finanziamenti aggiuntivi anche al di fuori del Pnrr. Il PinQua è un programma sfidante e la mappa dei progetti ci restituisce un Paese che, a scale differenti, ha deciso di mettersi alla prova proprio sul tema della rigenerazione fisica e sociale, sulla riduzione del disagio abitativo, sulla valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale e pubblica, sulla resilienza del patrimonio costruito, pubblico e privato, perché sia anche a basso impatto ambientale. In questo modo anche parlare di sicurezza acquista un significato più ampio, perché non è affidata solo alle telecamere o alle Forze dell’ordine ma alla qualità e vivibilità degli spazi e alla qualità dei servizi. Tra questi, ovviamente, quelli legati alla mobilità pubblica che deve far sentire le persone a proprio agio negli spostamenti e nell’organizzazione dei tempi. Una volta dicevamo la città dei tempi. Ecco, noi la attuiamo se riorganizzazione in questa direzione spazi, servizi, mobilità. E’ significativo che su questo siano soprattutto i Comuni a volersi mettere alla prova e che parta dal basso l’esigenza di riorganizzazione e rifondare la rete dei servizi pubblici. La sostenibilità nelle città è un vero e proprio banco di prova, una scommessa per un’alleanza tra i luoghi e le persone, soprattutto le donne, che li abitano».


















