«Caro Nichi, in Puglia si sarebbe potuta scrivere una pagina politica differente se solo non avesse difettato il coraggio di alcuni e si fossero messi da parte i pregiudizi infondati nei confronti di Italia Viva. Non eravamo noi quelli a favorire le destre e il tempo ci sta dando ragione», lo scrive sul suo profilo fb la presidente di Italia Viva Teresa Bellanova, viceministra alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, commentando alcuni passaggi dell’intervista a Nichi Vendola pubblicata oggi sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”. Alle ultime regionali, Vendola aveva rivolto un appello a sostegno del governatore Michele Emiliano, per fermare le destre, che si presentavano con Raffaele Fitto. Al giornalista che gli chiede se «quando aveva offerto il più coinvolgente appello al voto pro Emiliano immaginava che sarebbe finita con Palese in giunta?», Vendola schiva e dirotta la domanda al Pd: «Di cosa si meraviglia il Pd? Mi stupisce lo stupore di chi oggi scopre l’audacia del governatore. E ieri? e avantieri?». Appunto. Anche Vendola sapeva bene chi era Emiliano: «A Emiliano – dice – non manca il gusto dei “colpi di teatro”. Certo, con Palese siamo ad una rottura simbolica forte, più forte della nomina di Simone di Cagno Abbrescia al vertice di Aqp. Ma è una scelta che conferma uno stile di governo… La verità è che Emiliano surroga il vuoto di iniziativa politica dei partiti, lo fa esercitando con pienezza i poteri di un presidente eletto dal popolo, muovendosi come un anguilla nella crisi del sistema politico, seguendo un suo schema che in alcuni casi anticipa tendenze generali: penso all’apertura del processo che ha consentito ai grillini di entrare nel governo regionale, penso proprio al reclutamento clamoroso di Palese che sembra preludere a un interesse verso Forza Italia, con cui il Pd starebbe sperimentando ibride e direi inguardabili coalizioni elettorali, in Puglia come in Sicilia».


















