di Fernando DURANTE

Ho pagato due multe grazie per i rilievi dell’Autovelox. Purtroppo sono andato più veloce di quanto veniva richiesto su quel tratto stradale ed ho pagato. Ho sbagliato. Sì, mi ha fatto male. Ma, le volte successive sono stato più attento e le multe non mi sono arrivate. I latini dicevano: “dura lex sed lex”. Le regole, quindi vanno rispettate. Certamente. Fino a quando non ci toccano, però. Perché, allora, lo Stato è vessatore, è persecutore. Scendono in campo a difesa dei loro ipotetici elettori i politici che dovrebbero difendere e far rispettare le leggi dello Stato. Un poco come succede con chi evade le tasse. Il politico di turno cercherà di non farle pagare con una bella sanatoria. E chi ha pagato (il solito Pantalone cretino), ha pagato. Amen. Anche per questo caso ci sarà un buon politico, che ricambieremo con il voto, che preparerà una buona legge che eviterà di rispettare le regole. A tal proposito, leggo le seguenti dichiarazioni apparse su Quotidiano di Puglia dei politici rispettosi delle norme dello stesso Stato che loro rappresentano. Matteo Salvini: “I nostri automobilisti, i più tassati d’Europa”, ma, forse anche i più indisciplinati, forse. Chissà se il buon Salvini se l’è chiesto, prima di immaginare che ricambieranno la sua buona, nuova, legge, con il voto.

Anche il nostro assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese, protesta (immaginiamo che ha pagato qualche multa): “si tratta di una vera e propria vessazione”, perché, dottor Palese? Noi lo immaginiamo. Il deputato di Forza Italia, Andrea Caroppo, rileva che gli introiti per quelle multe dovrebbero “obbligatoriamente” essere destinati alla sicurezza stradale, “ma la norma è vaga”. Sarà. I comuni, in questo, sono maestri nell’evitare controlli (semmai ci fossero) sulle destinazioni di questi introiti. Anche perché, rispettare le regole segnalate con appositi cartelli (molte multe sono state annullate per indicazioni non chiare), e, perciò, far pagare le multe, sostiene Caroppo, “rischiamo che non venga più nessuno”.

Insomma, rispettare le regole fa male, alla nostra economia che si basa sul turismo. Certo. Non rispettarle, onorevole Caroppo, potrebbe avere conseguenze ben più gravi. Ed allora? “servirebbe una moratoria”. Appunto, a proposito di Pantalone.  Comunque, per usare un confronto abusato, ricordo che, un mio amico medico, in Svizzera, per non aver rispettato solo il tempo di sosta, ma per farlo – lui furbo – aveva solo spostato di poco la sua vettura, ricevette una multa di 700 euro. Indovinate cosa fece? Pagò. Senza proferir parola. Il rispetto delle regole fa diventare un paese civile. Tale comportamento lo adottano anche i nostri emigranti, quando sono nel paese straniero. Non quando arrivano sul suolo patrio (non tutti, per carità). Si sentono, quasi, autorizzati a trasgredire, tanto!

Un’ultima considerazione, a proposito del traffico leccese. E’ un vero e proprio caos. Trovare un parcheggio è un terno al lotto. Certo che, se qualcuno scoprisse che si potrebbe utilizzare il treno, da dove passa, o il pullman, da dove passa, per raggiungere Lecce, probabilmente, eviterebbe una crisi di nervi. Diciamocelo, il salentino è pigro.