«Sulla sciagura della maggiore autonomia delle regioni del nord, Emiliano e il Pd si dicono contrari solo a parole e per prendersi a sportellate nei congressi. Quando poi si tratta di affrontare l’argomento e votare un qualsiasi documento, com’è accaduto martedì in Consiglio regionale, se la danno a gambe e respingono la richiesta di esaminare una mozione promossa da noi, oppure di mettersi a scrivere una propria», sostengono i consiglieri regionali di “Azione”, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea. «Emiliano quando si deciderà a passare nella maggioranza delle cose concrete? E il Pd quando la smetterà di avere soggezione nei confronti di Emiliano e dargli manforte negli atti di opposizione ai pugliesi e al programma elettorale su cui sono stati eletti? Per molti la politica è un gran gioco di società e le posizioni da assumere non si misurano mai sui fatti concreti ma sulle bandierine di potere; una tecnica antichissima, ove gli uomini assumono il valore di segnaposto, per cui vale con chi stai e non ciò che dici e fai». «Un modello da società primitiva – aggiungono i consiglieri di Azione –, fatta da rituali di affiliazione e punizione, senza concretezza, senza senno e ovviamente senza futuro. Nel prossimo Consiglio regionale chiederemo ancora una volta di discutere e votare la mozione, convinti della necessità di contrastare il disegno autonomista ma con gesti concreti, senza sotterfugi o giochi di prestigio. La politica è una cosa seria e i politici hanno il dovere di farla con serietà».


















