di Enrico ASTUTO

L’idea di introdurre in Unisalento una facoltà di medicina, pur essendocene in Puglia già due (a Bari e a Foggia) ha avuto una lunga gestazione fra dubbi e contrasti dovuti anche alla certezza di andare incontro a costi rilevanti. Pur non essendo un tecnico, non credo di sbagliare se affermo che oggi nasce sotto i migliori auspici perché non si tratta dell’ennesima replica di una facoltà di medicina: ha una marcata originalità che assevera l’opportunità della nascita e la sua utilità per la collettività non solo locale. Essa infatti lavorerà (e progredirà) in sintonia e sinergia col Biomedical District (la cui sede nel convento di S.Domenico a Cavallino è stata appena inaugurata) come ha immaginato e voluto il Rettore dell’Università, prof. Fabio Pollice. Ora che la trafila burocratica, dopo l’ultimo si dell’Anvur, è completata e la Facoltà può partire, si deve scegliere dove convenga ubicarla.

L’ ubicazione della sede non è problema secondario. Il sito deve rispondere alle esigenze logistiche iniziali ed a quelle future, deve anche agire positivamente sia su chi ci lavorerà sia su chi la frequenterà e sia infine su chi se ne servirà: a queste finalità giova senz’altro una posizione territoriale che, oltre ad essere ampia ed accogliente, non avulsa dal centro cittadino ed allo stesso tempo sia ben collegata con la viabilità esterna.

Ed allora cosa può esserci di meglio, dell’area dell’ex Galateo (fra l’altro a un tiro di schioppo dal S. Domenico di Cavallino) e, in prospettiva, dell’area dell’ex Ospedale Fazzi e dell’ex  Ospedale Psichiatrico, costituenti tutti insieme il polo sanitario concepito oltre un secolo fa per l’intera Terra d’Otranto?  Sono aree vicine ma disimpegnate dal centro di Lecce ed allo stesso tempo vicinissime alla superstrada per Maglie ed alle tangenziali.

Lecce dispone di questa buonissima soluzione a portata di mano, si potrebbe dire bella e pronta, dovesse venire messa da parte perché in altro momento storico, quasi si trattasse di irrilevanti strutture da dismettere, si decise di destinare il Galateo a Social Housing approfittando di un finanziamento regionale disponibile per quella finalità, forse si commetterebbe un errore madornale. Ma ora che si vede ben chiaro quale può essere il destino di quell’antico polo sanitario a quell’errore va posto riparo senza pigrizie e negligenze.

La immediata e convinta adesione a questa soluzione, che ha fatto propria (e di questo gli sono grato) da parte dell’avv. Giorgio Aguglia, che come tutti sanno, da sempre ha professato e dimostrato disinteressato e concreto amore per la città e si è sempre prodigato per essa, mi ha rafforzato nella convinzione che quella del Galateo sia la sede giusta e che vada tenacemente perseguita.

Per le obbiettive considerazioni svolte, mi  permetto di rivolgermi sommessamente, da semplice cittadino unicamente interessato al successo della nuova Facoltà di medicina di Unisalento ed all’appropriato utilizzo del patrimonio della comunità, a quelle persone di buona volontà, coinvolte nella scelta del sito, che, qualora ritengano che la scelta migliore sia il complesso già sede del Galateo rispetto ad altre possibili soluzioni, con coraggio e determinazione la sostengano, senza farsi fermare o distogliere da chi pigramente opponesse l’insuperabilità di scelte già fatte. Mi auguro tuttavia che difficoltà non insorgano perché l’evidente opportunità di questa scelta dovrebbe spianare la strada.

Comunque, con la ragionevolezza di tutte le parti interessate le difficoltà si superano e la soluzione si trova, non trattandosi di un improvviso capriccio.  Sarà esclusivo merito di chi si dovesse impegnare in tal senso aver dato alla Facoltà la sede più appropriata perché la partenza sia entusiasmante e stimolante perché si confermi anche in futuro all’avanguardia.