Fabiano Amati

«A tutela di Paolo e di tutti i bimbi malati di Sma rispondo alle vergognose illazioni dell’assessore Lopalco, prive di prova scientifica, decisamente incoscienti e finalizzate ad una terribile strumentalizzazione. Mi riservo di farlo al meglio in futuro, quando lo vedrò con me seduto nei banchi del Consiglio regionale, assieme agli altri 51 politici locali e se il suo lignaggio superiore gli suggerirà di ribassarsi al basso livello dei suoi colleghi», la dura dichiarazione del consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento alle dichiarazioni dall’assessore alla Sanità dimissionario Pier Luigi Lopalco che «a distanza di 24 ore, continua a lanciare nell’agone della polemica politica la tragedia di alcune famiglie pugliesi».

Sul fatto che lui fosse contrario all’acquisto da parte della Regione del costoso farmaco per curare la Sma, Lopalco aveva scritto sulla sua pagina facebook: «Tutta questa vicenda è molto triste e, purtroppo, già vista (STAMINA docet). Il complesso sistema della regolamentazione di farmaci non è, come afferma qualcuno, un impiccio burocratico, ma è l’unico sistema che possa tutelare il cittadino dall’abuso di terapie inutili o dannose. Quando la politica entra a gamba tesa nella prescrizione di un farmaco al di fuori delle sue indicazioni secondo scienza e coscienza può fare solo danni. Incrinare il sistema di regole che sostiene le terapie basate sulle evidenze scientifiche significa minare alla base la fiducia nell’intero servizio sanitario nazionale».

«Per ora sottolineo – replica Amati – la gravità delle sue dichiarazioni: accusatorie nei confronti del medico prescrittore del farmaco, che a suo dire avrebbe agito “sotto le enormi pressioni del caso” e “per l’ultima volta”, quindi in stato di soggezione psicologica e perciò senza alcuna scienza né coscienza; inappropriate nei confronti del Governo regionale di cui faceva parte, che starebbe mettendo a punto un “escamotage amministrativo” per pagare il farmaco e quindi un trucco contabile elusivo delle leggi di finanza pubblica, cioè un reato; volgari nell’accostamento della terapia genica Zolgensma al rimedio magico di Stamina e quindi con la volontà parolaia di rappresentarci come prede d’illusionismo ordito dalla casa farmaceutica Novartis e da tutti i neuropsichiatri infantili che lo stanno prescrivendo nel mondo. E il tutto tacendo sul fatto che l’Ema e Fda, come la stessa Aifa riferisce, non hanno alcuna preclusione regolatoria sulla somministrazione a pazienti tracheostomizzati. Fatto sta che c’è una prescrizione medica chiara, perché la Pubblica Amministrazione parla con gli atti e non con i sentito dire, cui bisogna prestare ossequio secondo le leggi italiane».

«La verità – aggiunge Amati – è che Lopalco si è dimesso perché Emiliano non gli fa giustamente toccare palla, assegnando tutti i compiti ai dirigenti e ai funzionari, perché la scienza dell’amministrazione pubblica presuppone grandi disponibilità al lavoro e conoscenza delle norme e dell’organizzazione di strutture complesse.  Ma se egli ha qualcosa da rimproverare a Emiliano, che ha tutta la mia solidarietà e il mio sostegno, non strumentalizzi più i casi dei poveri bimbi e delle loro famiglie. Infine: nemmeno nell’URSS di Stalin avrebbero capovolto la verità dell’audizione con i medici di Boston, che a mia domanda specifica rispondevano di aver riscontrato benefici non soggettivi e che nessuno dei cinque bimbi era deceduto. E su questo non c’è la mia parola contro quella di Lopalco ma la registrazione integrale dell’audizione che metto a disposizione di chiunque lo voglia».