«Dopo un fine settimana incentrato totalmente sull’emergenza climatica, cioè sul punto centrale delle politiche green, spero sia arrivato il momento di accogliere il grido dei giovani e porre fine al bla-bla-bla di Puglia sulle fonti di energia rinnovabili, con 400 pratiche bloccate per fotovoltaico, eolico e biomasse, e la nuova ostilità sui parchi eolici offshore. E se serve, come credo, dobbiamo rapidamente modificare le norme del PPTR», dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
«Ricapitoliamo. I grandi della terra hanno deciso di raggiungere l’obiettivo del contenimento climatico entro la metà del secolo in corso. I giovani, tuttavia, li accusano di fare solo bla-bla-bla. Hanno ragione? Si – dice Amati –. Prendiamo per esempio la Puglia. C’è un bla-bla-bla statale e regionale che nel fine settimana abbraccia Greta e negli altri giorni disattende la sua opinione e quella di migliaia di giovani».
E Amati Elenca i fatti: «Ci sono 400 pratiche Fer bloccate per 15 miliardi di watt complessivi e tutte candidate alla bocciatura in virtù di una norma del PPTR che ben può essere interpretata per respingere quelle richieste. E infatti è accaduto, paradossalmente, che sia stata bocciata anche una pratica per 56 mw in un’area inquinata di Brindisi. Si, esatto, è proprio così: in un’area inquinata si assume la necessità di tutela, valorizzazione e recupero dei valori paesaggistici. Il motivo prevalente delle bocciature consiste, come accennato, in una norma del Piano paesaggistico, l’articolo 37, che è un passaporto per ogni diniego di tipo discrezionale e in contrasto con i principi di legalità formale».
«In questo senso – conclude Amati – anche l’orientamento del Ministero della Cultura, ente di copianificazione del PPTR, non sembra per nulla incline a modificare l’art. 37 o altre norme ostative, anche se la Regione non ha mai avanzato formalmente una richiesta. Ne deriva, allora, che tutta la narrazione e le buone intenzioni sul contenimento delle emissioni di CO2 è in netto contrasto con la pratica quotidiana. E come se non bastasse, anche sulle alternative localizzative in ambito offshore cominciano a mettersi in evidenza forti resistenze, senza che la Regione Puglia abbia ancora espresso un’opinione chiara. Se dunque vogliamo davvero concorrere a contenere l’emergenza climatica, c’è bisogno di assumere decisioni rapide, perché il bla-bla-bla non è uno strumento tecnologico di cattura dell’anidride carbonica».


















