Aldo QUARTA
Nel settembre 2023, il Consiglio comunale di Lecce si è pronunciato all’unanimità per l’avvio di un procedimento di aggregazione-fusione con i Comuni contigui territorialmente, suscitando molto interesse in campo regionale e nazionale.
Non poteva essere diversamente, tenuto conto del fatto che introdurre saggie politiche aggregative tra enti locali è diventato più che necessario, vista la generale caduta demografica, la difficile sostenibilità dei bilanci e la pesante riduzione degli organici.
La volontà espressa all’unanimità dai consiglieri leccesi di maggioranza e minoranza faceva bene sperare, anche perché si portava per scontata la necessità di avviare un percorso pubblico di approfondimento.
Era più che opportuno discutere sulla bontà e sui rischi dell’aggregazione-fusione del Comune di Lecce con quelli contigui territorialmente.
Eppure, non si può dire che il dibattito abbia spiccato il volo!
Malgrado il periodo elettorale nella città capoluogo, il necessario approfondimento tra i partiti e tra gli enti locali interessati stenta ad imporsi.
Perché? Cosa impedisce un’ampia discussione sull’argomento?
Bisogna convincersi che l’aggregazione-fusione tra Lecce e i Comuni contigui rappresenta un corposo cambiamento organizzativo e gestionale, una vera e propria rivoluzione nella partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, che non può prescindere da una coraggiosa volontà politica da mettere in campo.
Bisogna parlarne, discutere, incontrarsi, confrontarsi senza remore, sapendo che in cima ai pensieri non c’è un argomento qualsiasi ma una prospettiva di cambiamento che dovrà fare i conti con l’urbanistica, i trasporti, i servizi sociali, la finanza locale, l’identità culturale, la tradizione di ogni comunità, ma anche il turismo, il lavoro, lo sviluppo più complessivo di un territorio nuovo che dovrà camminare insieme.
Se deve nascere, la “Nuova Lecce” deve poter contare su una consapevolezza diffusa, chiamando a raccolta i cittadini, le associazioni, coinvolgendo i Consigli comunali, mettendo in campo i pro e i contro di una scelta tanto radicale quanto necessaria.
Lecce deve sentirsi al centro di un’area vasta di territorio molto importante, nella quale deve sentirsi protagonista insieme agli altri Comuni contigui, tutti comprimari di un’occasione di sviluppo irripetibile.
Certo, ci vuole determinazione e tanta buona volontà.
Coraggio! Si avvii una discussione senza remore, anche durante questo periodo elettorale.
D’altronde, se non ora, quando?


















