Michele Emiliano

Il Governo della Repubblica non ha compreso che il comitato organizzatore di un evento sportivo internazionale non è commissariabile. Ogni iniziativa relativa alle infrastrutture per la realizzazione dei Giochi del Mediterraneo non può che pervenire dalle scelte del Comitato organizzatore che, peraltro, sono state già concordate con il Comitato Internazionale Olimpico. Scelte peraltro già trasmesse da oltre un anno ai ministeri competenti, dai quali non sono pervenute osservazioni strutturali di merito e l’istruttoria si è conclusa con la definizione dell’elenco degli interventi fin dal mese di luglio 2022 con l’allora Ministro Carfagna.
Il nuovo Governo dalla data del suo insediamento, non ha ritenuto di svolgere nessun confronto di tipo tecnico e operativo con il Comitato organizzatore che sta lavorando da anni all’evento. Il commissario potrà svolgere solo un ruolo relativo alle opere infrastrutturali che, d’altra parte però, non possono che essere condivise con il Comitato Organizzatore oltre che con gli enti locali e i territori interessati. La condivisione delle iniziative sui territori e le modalità della loro realizzazione sono l’unico elemento che può garantire una tempestiva ed efficace realizzazione delle opere e dell’evento stesso. La proposta di commissariamento delle opere dei Giochi del Mediterraneo non prevede l’intesa con la Regione Puglia e con il Comune di Taranto che invece è indispensabile sia perché l’impiantistica sportiva risulta materia concorrente tra Stato e Regioni sia per i principi di leale collaborazione fra enti pubblici soprattutto perché sia il Comune di Taranto sia la Regione Puglia insieme al CONI sono i sottoscrittori del contratto di assegnazione dei Giochi con il Comitato Internazionale. Infatti tutti i Commissariamenti di grandi opere infrastrutturali di interesse regionale e locale sono avvenute sempre di intesa con la Regione e gli enti territoriali interessati in attuazione della normativa vigente. Si esprime grande preoccupazione sul fatto che il commissariamento degli interventi per i Giochi, con le inevitabili lunghezze procedurali previste e creando una soluzione di continuità rispetto al lavoro già avviato, determini di per sé un rallentamento delle procedure in atto che rischia di compromettere il perseguimento dell’obiettivo. A tal riguardo un esempio lampante è la decisione del capo dipartimento del ministro dello sport Abodi di non partecipare domani ad una importante riunione del comitato direttivo dei Giochi del Mediterraneo presieduto dal sindaco di Taranto. Uno schiaffo istituzionale e la conferma delle conseguenze negative del commissariamento e del suo carattere strumentale.
In ultimo, a differenza degli altri commissariamenti, come ad esempio quello per la metropolitana di Torino effettuato con lo stesso provvedimento,  per il commissario dei Giochi del Mediterraneo è previsto un generoso compenso, mentre per quello di Torino è a titolo gratuito, pur trattandosi di un’opera di grandissima complessità tecnica e di importo finanziario di ben più rilevanti dimensioni.
Michele Emiliano
Presidente Regione Puglia
5 aprile 2023

Emiliano: «La Regione pronta a collaborare con il governo»
«La Regione Puglia è pronta a collaborare con il Governo nel momento in cui il Governo metterà a disposizione i fondi FSC: almeno 50 milioni di euro saranno messi a disposizione dei Giochi del Mediterraneo. Fondi che il Governo deve solo girare alla Puglia e noi li metteremo a disposizione dei Giochi per gli impianti sportivi. Poi i Comuni interessati, secondo il masterplan del Comitato organizzatore, devono avere l’autorizzazione alla spesa dei 150 milioni di euro già stanziati con legge finanziaria nel febbraio 2022». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il 13 marzo 2023, a margine dell’assemblea di Confindustria a Brindisi, rispondendo alle domande dei giornalisti sui Giochi del Mediterraneo di Taranto del 2026. «Abbiamo dovuto assistere al cambio di diversi esecutivi in questi anni, mi auguro che questo Governo non sia così perplesso sui Giochi del Mediterraneo e che ci creda. Il Comitato organizzatore – ha aggiunto Emiliano – ieri ha diffuso un comunicato che risponde a tutte le perplessità. I Giochi del Mediterraneo a Taranto sono stati promossi dalla Regione Puglia e dai Comuni della provincia di Taranto, in particolare il Comune di Taranto: siamo interessatissimi ad andare avanti. Il Governo ci dirà come e quando, purché ci sblocchi i fondi. I progetti e le schede di progetto sono nelle mani del Governo da molto tempo. Sarebbe il colmo se fossero considerati troppo costosi: stiamo spendendo miliardi di euro per le Olimpiadi del Lombardo-Veneto, qualche centinaio di milioni per i Giochi del Mediterraneo di Taranto li meritiamo o non li meritiamo? Penso di sì. Più che ridimensionare, il Governo accolga le nostre richieste. Voglio ricordare che il Governo e il Coni fanno parte del comitato organizzatore, quindi che lo stesso Governo dica al Comitato Organizzatore di essere in ritardo è una contraddizione. La Regione Puglia è promotrice, fa il tifo e partecipa con il massimo impegno nel Comitato Organizzatore. Penso che oggi, l’abbraccio tra me e il ministro Fitto in nome della tutela dei Giochi del Mediterraneo di Taranto sia la risposta più bella che i pugliesi possano aspettarsi».

Stellato: «Ritrovare sinergia e collaborazione, è in gioco credibilità di Taranto e dell’Italia»
Con i Giochi del Mediterraneo del 2026, non sono in ballo solo l’immagine e il ruolo di Taranto, ci sono in gioco il prestigio e la credibilità dell’Italia e del nostro mondo dello sport.
Questo è il punto da cui partire, per una corretta valutazione del caso sorto attorno ai GdM dopo la lettera dei ministri Fitto e Abodi al Comune di Taranto.
Se non si attribuisce a questa considerazione la centralità che merita, si rischia di non impostare correttamente la valutazione più complessiva della questione.
Non si può, e non si deve in alcun modo ridurre la vicenda a mera schermaglia politica. Non servirebbe a niente e nessuno porterebbe a casa alcun risultato. Da una parte, il Governo ritiene che ci siano delle criticità nell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, dall’altra, il comitato organizzatore ritiene di aver fornito tutte le precisazioni occorrenti per rispondere alle richieste di chiarimenti. Il modo migliore per incrociare i due aspetti, che non sono antitetici, è quello di favorire subito un confronto tra le parti.
Si riapra, perciò, in tempi brevi la discussione e l’approfondimento, si convochi un vertice ad hoc e si cominci a vedere cosa fare.
Se ci sono interventi da perfezionare, scelte da modificare, progetti da variare, si valuti anche l’opportunità di costituire subito una task force tecnica tra Governo, ministeri competenti, Regione Puglia, Comune di Taranto e Coni che affianchi gli attori istituzionali interessati.
Si faccia quadrato, insomma, per recuperare i ritardi e salvare l’evento che porterà a Taranto 4mila atleti dai 26 Paesi del Mediterraneo e costituirà un’importante vetrina internazionale per una città, Taranto, che merita d’essere valorizzata e rilanciata. Penso che ritrovare un clima di collaborazione operosa, di seria e proficua coesione, sia il primo fondamentale passo da compiere. Fatto questo, si troverà anche il modo per individuare le soluzioni tecniche, normative, amministrative e finanziarie più opportune e sciogliere così i nodi che attualmente stanno impedendo alla macchina organizzativa dei Giochi di andare avanti.
Abbiamo poco più di 2 anni e mezzo a disposizione, considerato che la parte iniziale del 2026 va riservata ai test e alle verifiche su tutti gli impianti. Due anni e mezzo non sono tanti, considerata la complessità dell’evento, i tanti passaggi ancora da esperire e le difficoltà della burocrazia. Non c’è dunque alternativa nel mettersi presto al lavoro in un clima di ritrovata cooperazione.
Un commissariamento ad acta porterebbe, certo, maggiore speditezza ma sancirebbe un fallimento politico di cui non si potrà che prendere atto, con scelte consequenziali.
Massimiliano Stellato
Consigliere regionale di Italia viva
12 marzo 2023

Melucci: «Legittime le nuove esigenze del Governo, ma il tempo è ormai scaduto e i fondi erano già stati approvati, i ministri interessati ci convochino presto e confermino il loro impegno per i Giochi a Taranto»
Nell’ultima missiva del Governo ci sono alcune verità, un evento così complesso è normale che sconti delle criticità, basti guardare a cosa sta succedendo al board di Milano-Cortina proprio in queste settimane.
Molte altre questioni sollevate, specie dopo tutti gli approfondimenti forniti dal comitato organizzatore, onestamente mi sembrano delle forzature, si tratta di un insieme di interventi suscettibile per sua natura di una certa flessibilità, in proporzione ai calendari sportivi, alle discipline coinvolte, al numero di atleti, alle condizioni di sicurezza, sanitarie e logistiche, che ad oggi non si possono esattamente e definitivamente esplicitare, come è prassi in questo tipo di dossier. Per dei fondi, vale la pena ricordarlo, che sono stati garantiti ormai da quattro diversi esecutivi nazionali, di tutti i colori, proprio tutti, che sono entrati in apposite deliberazioni di Cipe e Cis e che sono stati oggetto di diverse rimodulazioni per andare incontro ai vari orientamenti succedutisi a Roma.
Certo, resta il tema della quota di finanziamento regionale, ma ritengo che il presidente Michele Emiliano stia seguendo la vicenda in prima persona. E tutte le risorse pubbliche si possono tranquillamente vincolare e monitorare con appositi istituti ordinamentali lungo il percorso, non c’è una motivazione amministrativa per non erogarli nel frattempo, dando corso alle progettazioni dei singoli impianti.
Insomma, spero non siamo dinnanzi a strumentalizzazioni politiche, sono certo che il Governo farà di tutto per non perdere altro tempo prezioso, farà le proprie valutazioni in buona fede, non metterà a repentaglio anche gli investimenti privati che si stanno attraendo in vista della importante manifestazione internazionale, come nel caso del nuovo stadio di calcio. Presumo per il Governo ci sia persino una ricaduta geopolitica non banale da considerare.
Oggi io non vedo in discussione i XX Giochi del Mediterraneo a Taranto nel 2026, vedo che serve limare le posizioni e tornare a lavorare rapidamente, dal mio punto di vista, su di un masterplan più asciutto. Per questo chiederò un nuovo franco confronto al Governo nei prossimi giorni.
Lo ripeto da sempre, questo test di resilienza non è un capriccio del sindaco, non è un’opportunità di questa o quella agenzia regionale, non è un favore a nessuna parte politica. Rappresenta il punto di arrivo di una enorme pianificazione strategica volta al riscatto di un’intera comunità. Se si comprende questo, al netto di tutti gli aggiustamenti formali, il più è fatto.
Rinaldo Melucci
Sindaco di Taranto e Presidente della Provincia di Taranto
12 marzo 2023