Massimo D'Alema e Dario Stefàno

Scuote anche il Pd pugliese la poco felice uscita dell’ex “leader maximo”, Massimo D’Alema, sul partito all’epoca della segreteria di Matteo Renzi. Per giustificare la decisione di far rientrare nel Pd “Articolo 1”, il partito scissionista fondaco da lui, da Pierluigi Bersani e da Roberto Speranza, nel 2017, D’Alema ha definito la fase renziana una «deriva disastrosa, una malattia che fortunatamente è guarita da sola, ma c’era». Una frase ingenerosa nei confronti della segreteria di Renzi, che portò il partito a superare la soglia del 40% di consensi e alla conquista di 17 regioni su 20. Una frase che ha sollevato numerose critiche, non solo tra gli esponenti di Italia Viva, ma anche all’interno del Pd. «Caro D’Alema, la malattia del Pd è stata causata dalla difesa ad oltranza della “Ditta”, anche quando sarebbe stato più saggio andare in mare aperto», ha replicato il senatore salentino del Pd Dario Stefàno, presidente della Commissione Politiche europee a Palazzo Madama.

Si sono risentiti gli ex renziani del Pd, riuniti nella corrente Base riformista che fa capo a Lorenzo Guerini e Luca Lotti. Il coordinatore Andrea Romano giudica «grossolano, offensivo e controproducente il riferimento al renzismo come “malattia”». Enrico Borghi, responsabile sicurezza del Pd, parla di «caduta di stile paragonare un ciclo politico ad una malattia». E distinguo polemici provengono anche dalla sinistra del partito. Gianni Cuperlo, per esempio, afferma che «di certo la “malattia” dem, per usare le parole di D’Alema, non è guarita da sola, ma è guarita perché c’è chi in quel partito è rimasto ed ha combattuto a viso aperto anche per sconfiggere una linea sbagliata». Anche Filippo Sensi trova «offensivo e sbagliato definire gli avversari politici come una malattia».

Secca, ma garbata, la replica di Italia Viva. «Se i dem di oggi pensano che il renzismo sia la malattia e D’Alema sia la cura – commenta Matteo Renzi – contento per loro e faccio molti fervidi auguri. È il motivo per cui non sono più nel Pd: io credo nel riformismo, loro nel dalemismo».  E una replica arriva anche da Ettore Rosato, che ha seguito Renzi in Italia Viva: «D’Alema pensa che il Pd sia guarito da chi, come me, voleva fare un partito riformista. Al di là della poesia delle sue parole, tanti auguri: tra il rientro di D’Alema e l’alleanza strategica con Conte, Bonafede e Toninelli, sono contento che il nostro futuro sia altrove».