di Giorgio MANTOVANO

Risale al 1818 il progetto per la realizzazione in Lecce di un ampio giardino pubblico, elaborato dall’ingegnere comunale Bernardino Bernardini e dal naturalista Gaetano Stella.

Il progetto viene approvato l’anno successivo dal Consiglio d’Intendenza, ma solo nel 1830 la Villa comunale di Lecce può ritenersi fruibile.

Gaetano Stella, già direttore dell’Orto Botanico, è il primo direttore della “pubblica Villa di Lecce innanzi la Casa dell’Intendenza”.

Negli anni successivi numerosi sono gli interventi di abbellimento del parco.

Nel 1859 viene realizzata una fontana a vasca circolare che, negli anni ’60 del secolo scorso, ospita alcuni bei cigni, motivo di gioia per tanti bambini.

Una ristrutturazione del 2000 trasforma la vasca originaria in una fontana monumentale innestata in una preesistente struttura architettonica in stile neoclassico.

Nel 1871 si inaugura il padiglione, adiacente lo spiazzo centrale, adibito a caffè, e si introducono anche le lanterne a gas per l’illuminazione serale.

Dal 1883 la Villa è intitolata a Giuseppe Garibaldi; in precedenza era comunemente denominata “Villa della Lupa”, per la presenza – in prossimità dell’ingresso principale – di una gabbia con alcuni esemplari di lupo (la lupa è un simbolo della città di Lecce)

Nel 1883 il nuovo direttore del giardino, il prof. Cosimo De Giorgi, opera un’ampia ristrutturazione dell’area, con l’impianto di nuovi viali ed aiuole.

Tra il 1886 e il 1889 vengono collocati dodici busti in marmo e pietra, opera dello scultore Eugenio Maccagnani, raffiguranti illustri personaggi salentini, a parte quello dedicato a Garibaldi. Solo due sono realizzati da Giuseppe Mangionello (1861 – 1939).

Nei decenni seguenti si aggiungono altri busti, tra cui compare anche quello dedicato al sommo Tito Schipa.

Giorgio MANTOVANO
Ideatore di www.iusimpresa.com - Osservatorio Bibliografico del Diritto dell’Economia in Europa. Dottore commercialista, appassionato di Storia Patria.