Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha presentato oggi a Firenze, nell’ambito di “TourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale”, la candidatura all’Unesco come sito patrimonio dell’umanità della Via Appia Antica. Il percorso integrale della “Regina Viarum”, della prima strada consolare romana ad essere tracciata, parte da Roma per arrivare a Brindisi, con la variante traianea che invece collega tra loro le città di Brindisi e Benevento. «Si tratta di una grande operazione di tutela e valorizzazione a livello globale di uno straordinario patrimonio culturale del Sud Italia – ha dichiarato Franceschini – una via che per millenni ha unito Oriente e Occidente e lungo la quale la cultura greca ed ellenistica è penetrata nella romanità. Il ministero sta investendo sulla tutela dei monumenti e sulla valorizzazione della via Appia oltre 22 milioni di euro».

«La via Appia è un itinerario da valorizzare e da porre al centro del turismo lento per rafforzare l’offerta di nuovi attrattori come i cammini e i percorsi sostenibili, fondamentali per lo sviluppo in chiave culturale delle aree interne, ma anche per la tutela del nostro patrimonio. La Regina Viarum unisce territori ricchi di uno straordinario patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico e ha le caratteristiche per divenire uno dei più grandi cammini europei», ha aggiunto il ministro Franceschini annunciando l’avvio dell’iter di candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco della Via Appia Antica, nel percorso integrale da Roma a Brindisi e comprensivo della variante traianea. Si tratta della prima candidatura promossa direttamente dal Ministero e che vede il coinvolgimento di 74 comuni, 15 parchi, 12 città, 4 regioni, 25 università.
Per la “Via Appia. Regina Viarum”, già presente nella Lista propositiva italiana dal giugno 2006, l’obiettivo è quello di proporne l’iscrizione come “sito seriale”, tipologia prevista dall’Unesco nelle Linee guida operative della Convenzione per la protezione del Patrimonio culturale e naturale del 1972. Come noto, l’antico asse viario, il primo concepito come “via publica”, fu il prototipo dell’interno sistema viario romano e ancora oggi, con i suoi 120.000 km di lunghezza, costituisce il fulcro dell’articolata viabilità del bacino del Mediterraneo. Lungo l’intero tracciato della Via Appia Antica si trovano molteplici testimonianze infrastrutturali, archeologiche, architettoniche, funerarie e civili che rappresentano un patrimonio culturale di eccezionale importanza al quale il Ministero della Cultura sta dedicando importanti investimenti per interventi di restauro e valorizzazione.


















