Assemblea costituente e telegramma di Stampacchia

Il sentimento unitario di Terra d’Otranto, anche se già mutilato dal fascismo negli anni Venti del secolo scorso con l’istituzione delle tre province di Taranto, Brindisi e Lecce, sopravviveva forte nella popolazione e aleggiò insistentemente nella prima fase di avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente (le sedute si svolsero dal 25 giugno 1946 al 31 gennaio 1948) della neonata Repubblica Italiana, dopo il referendum del 2 e 3 giugno 1946 per scegliere tra monarchia o repubblica.

Per l’appassionata insistenza di alcuni deputati salentini, tra cui Giuseppe Codacci Pisanelli, che ricordarono ai Costituenti, lo spirito unitario che ancora permeava le popolazioni salentine, che per un millennio avevano vissuto insieme nella regione storico-geografica di Terra d’Otranto, si stava facendo strada nei progetti dell’Assemblea l’idea della istituzione di una Regione Salentina, comprendente le tre province di Brindisi, Lecce e Taranto. Un’idea che si basava non solo sulla storia comune ma anche sulla omogeneità di un territorio reso compatto dalla conformazione geografica della penisola salentina.

Di questo orientamento, ne fa fede il telegramma del deputato socialista leccese Vito Mario Stampacchia, che scriveva da Roma, il 18 dicembre 1946, ai suoi seguaci nel Salento: «Esultante comunico che la sottocommissione costituente in seduta plenaria accogliendo aspirazioni popolazione di Terra d’Otranto sostenute tenacemente nostra indefessa azione ha deliberato costituzione regione salentina. Cordiali saluti Stampacchia».

Purtroppo, qualche tempo dopo, per un solo voto, la commissione costituente bloccò la nascita della Regione Salentina, accogliendo la proposta avanzata del deputato di Maglie, ma ormai barese di adozione, Aldo Moro, di istituire un’unica Regione Puglia. Un “tradimento” che i salentini mal digerirono, comprendendo che quello sarebbe stato il presupposto dell’emarginazione del territorio del sud della Puglia, come conseguenza dell’egemonia di Bari designata capoluogo, che è poi andata crescendo nel tempo fino al suo attuale rafforzamento con l’elevazione a Città metropolitana.

L.d.M.