Busto di Francesco Rubichi

di Giorgio MANTOVANO

In un articolo apparso su “La Zagaglia” (giugno 1964) Oronzo Massari ricordò, con parole di singolare attualità, l’Uomo e il Principe del Foro, Francesco Rubichi (1851-1918).
Vale la pena rievocarle.

«Dimesso nel vestire, modesto più di quanto possa esprimere qualsiasi parola umana, Francesco Rubichi entrava in aula e sedeva al suo posto. Sempre in silenzio, impassibile, come fosse del tutto estraneo a quanto accadeva, estraneo alla escussione delle prove, all’incrociarsi degli incidenti. Nessuna domanda. Mai.
Osservava tutto attentamente. Non si scopriva per nulla.
Non tentava mai di smuovere le basi della causa.
Ma, venuto il suo turno, vi convinceva che non gli era sfuggito nulla; esaminava e interpretava tutto secondo il suo modo di vedere, e voi sentivate subito che la sola vera interpretazione era la sua. Tutte le altre, fuori fase, inutili, infantili, forse spregevoli. Ed ecco che, mentre talvolta sembrava che, procedendo nella discussione, si trovasse dinanzi ad una circostanza grave, insuperabile, sulla quale si erano soffermati gli avversari, senza il minimo sforzo, con una battuta di spirito, annullava, polverizzava la circostanza e l’argomento derivatone, provocando la sorpresa e la ilarità incontenibile di tutti coloro che l’ascoltavano.
In tutto ciò Francesco Rubichi era sublime e insuperabile.
(…) Francesco Rubichi in un certo momento si affacciò alla vita pubblica, ma subito, nauseato, si ritrasse.
Alla Camera vi andò due volte.
La prima volta assistette e rise. Rise, ma non irrise al suo sogno di una Camera che fosse Camera, di una Camera seria, degna di questo nome, di una Camera cioè che, raccogliendo fior da fiore, si fosse imposta alla ammirazione del popolo, ma irrise alla dura realtà che mal consentiva al sogno.
La seconda volta fece ridere. Mise in ridicolo tutti e tutto e coloro che ascoltarono risero… di sé stessi. Non si accorsero neppure di essere stati messi in ridicolo.
E non volle più saperne. In politica egli vide soltanto arrivismo, accomodamenti, trasformismo, interesse, speculazione. Non altro. E sentì, in tutto ciò, la più grande offesa alla dignità umana.
Vi è da considerare che cosa avrebbe pensato se fosse vivo ancor oggi e vedesse quello che accade!».

Giorgio MANTOVANO
Ideatore di www.iusimpresa.com - Osservatorio Bibliografico del Diritto dell’Economia in Europa. Dottore commercialista, appassionato di Storia Patria.