Ingredienti: 700g di farina 00, 300g di semola, 5 arance grosse, 6 manderini, 100ml di olio di oliva, ½ bicchiere di anice, ½ bicchiere di alcol a 90°, 1 bustina di lievito per dolci, 100g di zucchero, polvere di chiodi di garofano, polvere di cannella, 1kg di miele buono, 1 litro di olio di arachide per friggere.
Per decorare: pinoli, anisini, gocce di cioccolato, cioccolatini o caramelle.

La ricetta: Versate sulla spianatoia le due farine, il lievito, lo zucchero, le due polveri senza esagerare e mescolate bene il tutto. Intanto mettete sul fuoco un pentolino con l’olio e le bucce di due manderini, quando cominceranno a friggere toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare. Una volta freddo, versatelo sulla farina e cominciate a impastare, pian piano versate il succo delle arance e dei manderini. Lavorate la pasta che dovrà risultare morbida ed elastica. Formate dei cordoncini, tagliateli con la punta di un coltello e poi passateli sui rebbi di una forchetta o sul retro della grattugia. Versata l’olio in una padella larga e pian piano friggete tutti i purcedduzzi. Una volta finita, sempre in una padella larga versateci il miele e portatelo a calore, versateci i purcedduzzi, fateli insaporire e impregnare di miele. Con una schiumarola togliteli dal miele e passateli direttamente nei piatti che poi andrete a decorare con i pinol, gli anisini, le gocce di cioccolato e i cioccolatini. Buon Natale.

Carlo Sozzo, leccese e salentino purosangue, inizia nel 1989 l’attività di ristoratore ad Acaia, frazione di Vernole, presso il ristorante “La Locanda del Gallo” di sua proprietà. Tra i primi ad utilizzare il criterio dei prodotti a km 0, la sua cucina, legata al territorio ed ai suoi prodotti, l’ha fatta riscoprire ai salentini e conoscere ai tanti turisti che d’estate frequentavano il ristorante. Si trattava di piatti poveri, come quello della cicerchia e del grano stumpatu, ma di grande spessore che un tempo rappresentavano il mangiare quotidiano della gente del Sud. Nel 2006 decise di chiudere “La Locanda” per andare in giro per alberghi e ristoranti in mezza Italia per affinare la Grande Arte della Cucina. Ha insegnato in Belgio cucina italiana e salentina presso la Scuola Alberghiera di Mons. Profondo conoscitore della sua terra, delle sue tradizioni e di quelle culinarie in particolare, non sono pochi gli alberghi e i ristoranti del Salento che portano la sua firma. Carlo Sozzo promuove anche una forma di “cucina itinerante”, andando a preparare le sue ricette presso singole abitazioni o strutture pubbliche e private, sia per didattica che per cerimonie. Per chi è interessato può chiamare al 320 496 5177.

Il libro Le ricette sono tratte dal suo ultimo libro “La cucina salentina tra tradizione e innovazione” (Capone editore). In questo libro Carlo Sozzo raccoglie il meglio delle sue ricette legate ai piatti tipici del territorio ma innovate con un tocco della sua creatività culinaria.