di Fernando DURANTE
Con i festeggiamenti per “La Morte de lu Paolinu Scazzasassi”, la maschera locale identitaria delle manifestazioni carnevalesche e successivo rogo su cui sarà immolato, in piazza della Repubblica, a Martignano, si chiudono le manifestazioni carnascialesche nella Grecìa Salentina. Si annuncia, in contemporanea, il periodo del la Quaresima con l’arrivo delle Quaremme. La maschera si ripropone quale popolare protagonista, accompagnata da frizzi e lazzi dei dolenti paesani, nel suo passaggio a miglior vita. Il “funerale”, con corteo a seguito e “chiangimorti” incorporati, è organizzato dall’omonimo gruppo del “defunto”, fortemente partecipato dalla gente. “Spaccherà” il paese attraversando festosamente la centrale via Roma. Il defunto sarà presente per le dovute condoglianze ai dolenti, già dalla mattina, sulla piazza. La salma, poi, verrà traslata su piazza Palmieri, per l’apertura della camera ardente: il popolo partecipa. Alle ore 18:00 si torna, poi, in piazza della Repubblica dove irromperà la satira, con il processo pubblico ai politici e personaggi locali. Ispirato alle Pasquinate di romana memoria, prenderà di mira decisioni amministrative discusse (sindaco, assessori e consiglieri, in particolare di maggioranza), atteggiamenti, com’è avvenuto in ogni precedente appuntamento. «E’ nella nostra tradizione», è il commento della gente, quasi un momento per la sola comunità. Fra l’altro, per un pubblico forestiero, sarebbero incomprensibili le frecciate, la ferocia della satira destinata a personaggi, a loro, sconosciuti. Invece, colgono nel segno del locale, decisioni amministrative mal digerite, difetti nascosti di personaggi noti. Quel palco, fra l’altro, diviene anche simpatico momento di chiarimenti che hanno provocato fraintendimenti. Si chiude, quindi, con lo spettacolo di questa sera il divertimento e si apre il periodo di penitenza con la Quaresima.


















