Un dipinto riproducente l'immagine di Maria D'Enghien
Elaborati dei ragazzi dei Licei salentini che hanno aderito al progetto “La Storia va a scuola“, promosso dalle Edizioni Grifo di Lecce, realizzato grazie al sostegno della Banca Popolare Pugliese, e la collaborazione del Nuovo Quotidiano di Puglia, con la donazione del volume “Storia del Grande Salento“, di Lino De Matteis, a 300 alunni dei Licei classici “Archita”, “Galileo-Ferraris” e “Righi” di Taranto, “Palmieri” e “Siciliani” di Lecce, “Marzolla” di Brindisi. Tutti gli elaborati pervenuti vengono pubblicati, singolarmente, online sulla rivista ilGrandeSalento.it, a conclusione una selezione sarà pubblicata anche sulle pagine del “Quotidiano”.
Liceo Statale “P. Siciliani”, Lecce
Martina MASCIA, Gaia CIRIOLO, Rebecca Maria ANCA Classe 3A – Liceo Linguistico Cambridge “Pietro Siciliani” – Lecce
Nella storia del Salento tra Medioevo e prima Età moderna emerge una figura femminile di straordinaria forza e intelligenza politica: Maria d’Enghien. Secondo il giornalista Lino De Matteis, autore del volume Il Grande Salento, la sua vicenda rappresenta uno degli esempi più significativi di potere femminile nella storia dell’Italia meridionale. Contessa di Lecce e poi regina di Napoli, Maria riuscì infatti a governare un territorio complesso e strategico, dimostrando capacità politiche e diplomatiche non comuni per l’epoca. Il suo ruolo divenne particolarmente importante dopo la morte del marito, Raimondo Orsini del Balzo, uno dei più potenti feudatari del Regno di Napoli. In un periodo di grande instabilità politica, Maria non rimase nell’ombra, come spesso accadeva alle donne del tempo, ma assunse direttamente il controllo della Contea di Lecce. Come sottolinea De Matteis, la sua azione di governo non fu affatto simbolica: seppe amministrare il territorio, mantenere rapporti diplomatici con il regno e difendere gli interessi locali del Salento. Il suo potere fu dunque reale, costruito attraverso decisioni politiche, alleanze strategiche e una gestione attenta delle città.
Questa capacità di governo si riflette ancora oggi nei luoghi di Lecce, dove sono presenti diverse testimonianze legate alla sua figura. Tra queste spicca la Torre del Parco, residenza fortificata voluta proprio da Raimondo Orsini del Balzo e strettamente legata alla presenza di Maria. Non lontano, anche il Castello Carlo V, pur rimaneggiato in epoche successive, rappresenta la continuità delle strutture difensive della città, che già al tempo della contessa avevano un ruolo fondamentale. Passeggiando nel centro storico, tra mura, torri e antiche strade, si può ancora percepire l’eredità di quel periodo in cui Lecce era un importante centro politico e militare.
La figura di Maria d’Enghien assume un valore ancora più significativo se inserita nel contesto storico di passaggio tra Medioevo e Rinascimento. Da un lato, come evidenzia De Matteis, operava all’interno di una società feudale, basata su legami dinastici e rapporti di potere tipicamente medievali. Dall’altro, il suo modo di governare mostrava elementi di modernità: attenzione alla stabilità delle città, cura dell’amministrazione e rafforzamento delle difese urbane. Per questo motivo, l’autore la considera una figura di transizione, capace di collegare due epoche diverse della storia salentina. Un momento decisivo della sua vita politica fu il matrimonio con Ladislao di Durazzo, re di Napoli. Con questa unione Maria divenne regina e ampliò il proprio ruolo oltre i confini della contea. Tuttavia, come sottolinea De Matteis, non interruppe mai il legame con Lecce e con il Salento, continuando a rappresentare un punto di riferimento per il territorio. In questo modo contribuì a inserire la realtà salentina nelle dinamiche più ampie del Regno di Napoli e del Mediterraneo.
Ancora oggi, Lecce conserva nella sua memoria storica il ricordo di Maria d’Enghien come di una sovrana forte e determinata. Documenti, archivi e strutture difensive testimoniano un’epoca in cui il potere locale doveva confrontarsi continuamente con le tensioni politiche del regno. Anche per chi vive o studia in città, questi luoghi non sono solo monumenti, ma tracce concrete di una storia ancora presente. Per questo motivo, come osserva De Matteis, Maria d’Enghien non è soltanto un personaggio del passato, ma un simbolo della storia salentina. La sua capacità di esercitare il potere in un mondo dominato dagli uomini dimostra come, anche nel Medioevo, alcune donne riuscirono a costruire un ruolo politico importante grazie alla loro intelligenza e determinazione. Maria d’Enghien può quindi essere considerata una delle protagoniste più significative della storia del Salento. Attraverso la sua azione politica e la sua abilità diplomatica, contribuì a mantenere stabile la Contea di Lecce in un momento di grandi trasformazioni. La sua figura rappresenta non solo un esempio di leadership femminile, ma anche il simbolo di una Lecce forte, strategica e profondamente legata alla propria storia.