Lecce, Teatro romano

di Giorgio MANTOVANO

Ai resti del Teatro Romano si giunge attraverso i vicoletti del centro storico, ma non ci si arriva per caso.

Ogni volta che lo si osserva è un tuffo d’incanto nel periodo augusteo a cui, forse, risale la sua incerta datazione. Fu scoperto nel 1929, a seguito della ristrutturazione dei giardini di due palazzi nobiliari.

Siamo nel cuore della Lecce vecchia, alle spalle della chiesa di Santa Chiara, fiancheggiata dalla suggestiva via Arte della Cartapesta, la stessa cartapesta con cui Mauro Manieri (1687 – 1743/4, è incerta la data della morte), accademico degli Spioni e insigne architetto dalla vastissima cultura, realizzò il soffitto di quella splendida chiesa.

Della cavea del Teatro restano 12 gradini soltanto; nell’orchestra è la pavimentazione antica a lastre di pietra e su un lato si conserva uno dei due passaggi laterali voltato ad arco, che dividono la cavea dalla scena.

Pare che potesse contenere circa 5.000 spettatori. Provate per un istante ad immaginarlo.

Il Prof. Francesco D’Andria, nella sua preziosa Guida dedicata agli itinerari archeologici della Puglia, edita nel 1980 da Newton Compton Editori, ci ha anche detto che la decorazione del proscenio «doveva essere piuttosto ricca a giudicare dalle statue in marmo rinvenute durante gli scavi, copie romane di originali greci molto famosi come l’Amazzone ferita di tipo policleteo, il nudo virile con clamide, anch’esso di tipo policleteo, ed il busto colorato di Atena, in posizione rigidamente frontale, con egida e gorgoneion».

È toccante ammirarlo nel silenzio austero della notte con sullo sfondo il superbo campanile illuminato, quasi a ricordare l’immortalità del più eminente interprete del barocco leccese, quel Giuseppe Zimbalo (1620-1710) che lo concepì.

Il campanile, la cui costruzione iniziò nel 1661, fu terminato nel 1682. Sui quattro piani, dal lato prospiciente la piazza del Duomo, sono incise quattro iscrizioni dettate da Gio. Camillo Palma, Arcidiacono della Cattedrale nel secolo XVII.

Giorgio MANTOVANO
Ideatore di www.iusimpresa.com - Osservatorio Bibliografico del Diritto dell’Economia in Europa. Dottore commercialista, appassionato di Storia Patria.